Page 188 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
P. 188
Carte autografe e altri documenti
Potrò aggiungervi anche un Ragguaglio, stampato da me pochi anni sono, che serve di schiarimento al soggetto.
Ho intanto il bene di potermi ripetere colla più distinta stima ed amicizia della S.V. Ono. le
Devmo Servo
F.M. Pistrucci
Casa, 10 giugno 1873
N. 7, via Gregoriana
5.
Forlì, Biblioteca Comunale, coll. Piancastelli
[ritaglio da giornale]
2. 5. 1846
Mr. PISTRUCCI. We are sorry to have to state a very severe and painfull accident which happened on Monday
last, the 30th ult.to Mr. B. Pistrucci the sculptor of gems, and Her Majesty’s Chief Medallist at the Royal Mint. Mr.
Pistrucci, who has for the last two or thee years been resident in the neighbourhood of Windsor, and incenssantly
engaged on the completion of the Waterloo Medal, unfotunally slipped down the steps leading from his house
to the garden, and, falling with his whole weight on his right ankle, spained the limb to such a degree that, he
is entirely confined to his bed without the power of moving, and it is feared that it will be long, perhaps some
months, before he is able to get up and resume his usual occupations. The delay which is thus occasioned in the
completion of the medal, both the dies of which were almost a few weeks of being finished, will add to the pain
felt by the artist and his friends at this very untoward occurence.
6. a-f.
Roma, Archivio Autore, già Giorgia Villavecchia Pistrucci
I documenti manoscritti (nn. 6a-f così come i nn. 8-11) sono stati acquistati da chi scrive, con altre carte e fotografie, presso la casa
d’aste Righetti (Roma, via del Babuino) nel corso della vendita di beni già appartenenti alla defunta sig.ra Giorgia Villavecchia
Pistrucci (morta nel 1993), discendente di Benedetto tramite il figlio Federico e il padre Camillo (v. Albero genealogico).
a. Cenni biografici intorno la vita e le opere del fu Benedetto Pistrucci incisore di camei, di medaglie e monete
Nacque in Roma il 24 maggio 1783 e morì in Inghiterra a Englefield Green vicino a Windsor (residenza della
Regina) il 16 settembre 1855.
Giovanetto intraprese gli studi di Belle Arti all’Accademia di S. Luca e a quattordici anni riportò il I° premio
nella Scultura. Quindi per vari mesi frequentò lo studio di un tal Morelli ove apprese i primi rudimenti del
modo di incidere in pietra dura. Verso il 1813 fu chiamato a Firenze dalla Gran Duchessa Elisa Baciocchi
(sorella dell’Imperatore Napoleone I) ove fu per più mesi occupatto in corte presso la medesima ad incidere
in cameo i ritratti si di lei che di tutta la sua famiglia. Tornato in Roma fu inivitato dal negoziante Bonelli a
seguirlo in Inghilterra ma giunto che fu a Parigi l’ultimo giorno del 1814 non potendo più a lungo tollerare
le esigenze del detto negoziante si disgiunse dal medesimo ed ivi rimase per qualche tempo ad incidere
camei per suo proprio conto ed ebbe occasione di poter fare da presso il vero il modello in cera del ritratto
dell’imperatore e ciò accadde nei celebri cento giorni. Due mesi dopo la battaglia di Waterloo e dell’ingresso
degli alleati in Parigi passò a Londra e qui ebbe occasione di rivedere un suo cameo fatto da giovanetto,
rappresentante il frammento di una testa di Flora che lo stesso negoziante Bonelli qualche anno prima
avea portato costi e venduto con molta riputazione per antico al celebre antiquario Payne-Knight. Tale
combinazione lo fece conoscere e gli procurò subito delle ordinazioni fra le quali quella nel 1816 datagli dal
capo della Zecca, di fare in pietra dura gli originali pei coni delle monete che voleva rinnovare. Non avendo
poi lo stesso capo di Zecca trovato tra gli incisori inglesi alcuno che fosse stato al caso di riprodurli in acciaro
si rivolse nuovamente al Pistrucci, domandandogli se avrebbe avuta difficoltà di inciderli lui stesso: al che fare
si accinse per la prima volta, senza essere istruito in tal ramo di incisione e vi riuscì con tanta soddisfazione
del committente che ben presto lo creò capo incisore della zecca di Londra e così eseguì i coni per le monete
tanto di Giorgio III che di Giorgio IV. Titolo che in seguito fu cambiato in quello di Capo Medaglista di Sua
Maestà Britannica.
182

