Page 189 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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VI. Varia, 1816-1986
Tornato in Roma nell’ottobre del 1939 gli fu offerto dal Governo Pontificio il posto di Capo Incisore della
Zecca di Roma il che non gli convenne accettare per la meschinità dell’onorario che volevano fissargli e il
giorno 8 del 1840 partì di nuovo per Londra.
Nel 1851 fu fatto Capo di un giurì della Grande Esposizione Mondiale di Londra.
Nell’adunanza del 29 settembre 1816 sotto la Presidenza del Pittore Gaspare Landi fu all’unanimità accettata
la proposta di Tolwalsen (sic) di annoverarlo fra gli Accademici di merito di S. Luca.
Il 28 Aprile 1830 l’Istituto di Francia e Accademia di Belle Arti lo proclamò membro corrispondente
dell’Accademia stessa.
Il 7 gennaro 1833 fu eletto Socio Accademico Onorario dell’Accademia di Belle Arti di Copenhagen.
L’Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles il 22 settembre 1852 gli mandava il suo diploma e l’Accademia
Pontificia di Belle Arti in Bologna gli inviò il diploma di Socio di Onore in data del 28 giugno 1854.
Molte furono le medaglie che incise, fra le quali la più rimarchevole è quella commessagli dal governo inglese
nel 1819 in commemorazione della battaglia di Waterloo, che per varie circostanze non terminò che al fine
del 1848: epoca nella quale il governo crede prudente di non più coniarla.
Fra i moltissimi camei che incise, oltre la Flora di cui sopra che attualmentesi trova al Museo Britannico,
quando ancora era in Roma, e a 18 anni, incise su di una sardonica il gran cameo rappresentante l’Apoteosi
di Augusto, il quale fu giudicato per antico da M. Denon a Parigi, Direttore delle Medaglie di Napoleone I, e
che trovasi presentemente nel Gabinetto della Imperatrice delle Russie.
Anche nella scultura volle provarsi ed esguì molti busti in marmo fra i quali due colossali l’uno del conte
Pozzo di Borgo Ambaciatore prusso presso il Governo Inglese, e l’altro del Duca di Wellington Comandante
in capo dell’Armata inglese alla battaglia di Waterloo.
Roma 5 Aprile 1883 consegnata una copia al prof. Azzurri
b. Annetodo (sic) della vita del Pistrucci.
Essende stato perseguitato ingiustamente da uno di capi di zecca, perchè Italiano, stette qualche anno senza
neanche spolverare i dadi della gran medaglia che avea principiati a incidere. Portatosi il detto capo al suo
studio e vedendolo lavorare il marmo gli domandò di fissare l’epoca per terminare la medaglia ed insistendo
in questa domanda alla presenza di altri impiegati di zecca che lo accompagnavano, il Pistrucci rispose che
l’avrebbe finita dopo che lui era morto. A una minaccia di rigore che il capo stesso gli fece credendo intimo,
Lui rispose che avesse fatto quello che credeva tanto le sue mani non avrebbero lavorato e la soddisfazione
che voleva. non l’avrebbe avuta: e così avvenne.
c. Altro annetodo
Avendo fatto dal vero il ritratto di Giorgio IV per inciderlo sulle monete e dovendo incidere la medaglia
d’Incoronazione, qualche tempo dopo gli fu suggerito dal capo di zecca di copiare il ritrattto in pittura
eseguito da sir Thomas Lawrence accademico, il quale glielo mandò a casa senza richiesta del Pistrucci.
Offeso di questo lo fece collocare in terra scoperto ordinando ai domestici di spazzare ogni giorno la stanza
ma non il ritratto per tema di rovinarlo. Dopo circa un mese di questo lavoro nel tempo che il ritratto era ben
ricoperto di polvere con molta sua soddisfazione lo rimandò al proprietario in quello stato acciò vedesse che
non se ne era mai servito.
d. Annetodo sul frammento della Flora
Appena il Pistrucci si portò in Londra fu chiamato da sir Joseph Banks per fargli il ritratto e mentre lo stava
modellando si presento il celebre antiquario Mr. Knight questo era andato per fare vedere un frammento
di cameo di una testa di Flora. Quando il Pistricci lo vide disse, è mio lavoro. Al che il Knight rispose non
essere vero e che si sbagliava essendo quello uno dei più belli lavori greci che si conoscessero. Il Pistrucci
lo ringraziò del complimento, ma l’antiquario fermo nella sua opinione non volle credere alle spiegazioni
datagli per persuaderlo di trattarsi di un suo lavoro e soggiunse che per prova gliene avrebbe eseguita un’altra
che riuscì bella come la prima e fù acquistata da Mr. W.R. Hamilton.
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