Page 178 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Carte autografe e altri documenti
del tempo, e sono quelle stesse la cagione d’ogni mio male. Ripeto le mie scuse di tante noie che le do con
queste lunghe lettere. Ripeto 1000 e 1000 volte le obbligazioni mie a lei che ha tanta bontà ancora per me
sventurato che son morto nel mondo, essendo ancor in vita e presendole i miei distinti rispetti anche per
parte delle mie care figlie ho l’onore di dirmi
Suo Dev.mo Servitore
B. Pistrucci
La lunga lettera all’amico William Richard Hamilton (I. Epistolario, lettera 1, nota 6) contiene vicende famigliari
– preoccupazioni per la salute di Elisa, visita del fratello Filippo residente a Brighton che non vedeva da tre
anni, rottura con i figli a causa del matrimonio di Federico con la figlia del seduttore della madre, morte a Roma
del vecchio servo – ed accenni ad alcuni lavori: un’onice con la figura della Regina che non riesce a vendere,
un cammeo con Cornucopia da un vecchio modello (v. AddendA, Cammei, n. 22) (fig. 54), il progetto per una
medaglia proposto da Hamilton (v. AddendA, Medaglie). La medaglia di Waterloo è terminata da tredici mesi, ma
ci sono problemi da parte della Royal Mint per completare il pagamento; a questi si aggiunge il rammarico per la
decisione del Governo di non utilizzare i conii per produrre la medaglia, ma di eseguire solo esemplari in gutta
percha e electroype (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 97-103). I continui accenni alle difficoltà economiche e
alla propria salute sono indice di uno stato d’animo particolarmente amareggiato.
7a. A Giuseppe Mazio
Roma, coll. privata
[sulla facciata esterna del foglio: timbri delle poste inglesi, in alto a sin. Timbro del protocollo, n. 2521 del 12 aprile 1851, della Direzione
Centrale delle Zecche Pontificie]
All’Illmo Signore
Sig.r Cav.e Giuseppe Mazio
Direttore della Zecca Pontificia
Roma
Londra 2 Ap.le 1851
Royal Mint
Signore
Ricevetti la di Lei gentilissima in data il sei Marzo e prima di risponderle e [...] lettere pensai che era meglio che
di nuovo facessi ricerche del fabbricante che io già le proposi da tempora, per sentire se le faccende sue attuali
potevano permettergli di maniffaturare i conj che ella definitivamente, e senza verun ritardo desidera per uso
della Zecca Pontificia; avendo io così fatto, sono ora in stato di poterle dare una risposta. Sappia adunque che
per raggione che soffro da qualche tempo di un ostinato raffreddore, male frequente in questi paesi, non ho
giudicato prudente d’accordarmi a fare un lungo viaggio per parlare io stesso col fabbricante, così ho supplito
collo scrivergli che venisse lui da me in questa Reale Zecca, lo che ha fatto puntualmente, e cosi questa matina
gli ho dato una copia delle misure dei conj che ella mi mandò, ed ho ragionato seco lui per lungo tempo […]
raccomandandogli l’ordinazione che gli davo, e mi ha promesso che metterà mano subito ai trenta conj grandi, e
che spera in nove o dieci giorni di essere al capo di spedirmeli, acciò io li possa mandare al loro destino colla via
più breve come ella mi indica. Mi fa piacere, e non mi ha poco sorpreso di vedere che nella sua Zecca Pontificia
si lavorano conj di quello straordinario diametro tutti d’acciaro, perché così ne rilevo che si incoraggiano le arti.
Mentre le ripeto di far conto di me in ogni cosa che di tal genere gli possa abbisognare, assicurandola che mi
farà sempre gran piacere il poterla servire e così presentandole i miei distinti rispetti mi confermo
Il di lei Dev. mo Servitore
B. Pistrucci
Cav.r Giuseppe Mazio Direttore della Zecca Pontificia
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