Page 544 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Carmelo La Micela







        Figura 2 -- Modello digitale
        del concept della Vetrina
        diamante.
        Roma Museo Nazionale
        Romano, Museo
        Numismatico, Sala mostre

































                            moduli, verniciati a smalto in colore grigio opaco ferro micaceo, erano in grado
                            di sostenere i supporti, realizzati in metacrilato “acidato” opportunamente sa-
                            gomati con profilature di volta in volta variabili secondo i disegni di progetto,
                            per consentire l’alloggiamento dei reperti di varia natura, forma e dimensione
                            (materiali metallici, lapidei, ceramici, cartacei etc.). Le illuminazioni, preventi-
                            vamente simulate su modello virtuale, furono studiate in modo da garantire una
                            diffusione di luce tale da consentire una chiara visione dei reperti senza creare
                            zone d’ombra all’interno dell’area espositiva. Era inoltre previsto l’oscuramento
                            di tutta la sala per far sì che il solo “diamante” emanasse la luce, attirando l’at-
                            tenzione del visitatore sui reperti esposti al suo interno (Fig. 2).
                                 La forma della struttura espositiva venne studiata in modo funzionale all’am-
                            biente a cui era destinata così da permettere un percorso di visita agevole e pre-
                            stabilito in relazione alle ridotte dimensioni della sala; la Vetrina diamante venne
                            infatti disposta secondo la diagonale in modo da creare delle zone di sosta e di
                            percorso più adeguate per i visitatori. Pannelli testuali, ingrandimenti fotografici,
                            elaborazioni grafiche e didascalie, a corredo dei materiali esposti, hanno trovato po-
                            sto sulle pannellature modulari di fondo, così come l’installazione di una interfaccia
                            touch, dotata di software multilingue, da dedicare alla interazione tra il pubblico e
                            l’esposizione.

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