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La Sala mostre del Medagliere del Museo Nazionale Romano







            e scultore di un uomo prevalentemente dedito alla politica. Ancora una volta la
            Vetrina diamante si prestò ad accogliere materiali diversi, in particolare pesanti
            pannelli scultorei accanto a medaglie di varie dimensioni (Fig. 5).
                 Nel 2003 fu poi inaugurata la mostra Ars in forma e nel 2004 fu allestita la mo-
            stra Téchne. Le forme dell’arte  dedicata all’arte contemporanea e alle tecniche che
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            sono alla base di ogni espressione artistica.
                 Le due sale per le mostre temporanee del Medagliere del Museo Nazionale
            Romano hanno avuto vita dal 1999 al 2005 quando l’allora direzione della sede di
            Palazzo Massimo, che temporaneamente aveva assorbito anche la direzione ammi-
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            nistrativa del Medagliere  dopo il trasferimento ad altri incarichi di Silvana Balbi,
            decise di rimuovere la Vetrina diamante per far posto in quella sala a nuovi reperti.
            Nel 2005 dagli scavi effettuati sulle pendici nord orientali del Palatino emersero
            preziosi manufatti attribuiti a Massenzio. L’importante scoperta fu pertanto esposta
            nella sala dedicata alle mostre temporanee del Medagliere, che venne dismessa nel-
            la sua funzione per far posto al nuovo allestimento. Anche in questo caso l’azione
            di Silvana Balbi non tradì il suo tempismo e attenzione alla preservazione di un
            prodotto innovativo destinato alla fruizione e alla valorizzazione del bene culturale:
            quell’anno le era stata affidata la Direzione ad interim del Museo Nazionale d’Arte
            Orientale, che all’epoca risiedeva a Palazzo Brancaccio in via Merulana a Roma e,
            appena informata della volontà di dismettere la Vetrina diamante, si adoperò per
            il pronto recupero della struttura espositiva che fece trasferire a quel Museo. La
            Vetrina diamante trovò così nuova collocazione in uno degli splendidi saloni di
            Palazzo Brancaccio e venne presto sontuosamente allestita per la bellissima mostra
            Splendori dall’Iran. Gioielli e costumi per 5000 anni di storia, da lei curata nel 2007.
                 Nella Premessa al catalogo così Silvana Balbi scriveva: Una ricca selezione di co-
            stumi iraniani accompagna il visitatore lungo il sentiero del tempo, per sostare, da ul-
            timo, nel cuore del Museo, accanto ad un diamante in forma di vetrina che racchiude
            in sé le più preziose testimonianze di vite vissute oltre cinquemila anni fa, gioielli e
            manufatti legati alla cosmesi e al mondo femminile appartenenti alle collezioni del
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            Museo Nazionale d’Arte Orientale  (Figg. 6-7).
                 La scelta di privare il Medagliere romano, un Istituto storico del Museo Nazio-
            nale Romano di grande rilievo nazionale e internazionale, della possibilità di far
            fruire l’utenza delle ricchissime collezioni che conserva e che sono per lo più chiuse
            negli affollati depositi è stata, a parere di chi scrive, miope e doppiamente dannosa.
            Inserire nel piano espositivo del Medagliere MNR reperti non attinenti alle sue col-
            lezioni è significato non soltanto snaturare la specificità e la concezione progettuale



            8    AA.VV., Téchne. Le forme dell’arte, in Bollettino di Numismatica, Supplemento al n. 39 (2004), Roma 2004.
            9    La direzione scientifica fu invece affidata a Gabriella Angeli Bufalini, attuale Responsabile del Medagliere MNR.
                AA.VV., Splendori dall’Iran. Gioielli e costumi per 5000 anni di storia (a cura di S. Balbi de Caro), Roma
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            2007, p. XIII.
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