Page 553 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Silvana Balbi de Caro e l’Istituto Poligrafico dello Stato
e, successivamente, nel 1989, volle riservare un’altra monografia del Bollettino di
Numismatica, in due volumi, agli straordinari modelli in cera (Fig. 1), opera di Be-
nedetto Pistrucci, conservati presso il Museo della Zecca, affidandone lo studio a
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Lucia Pirzio Biroli Stefanelli .
Si ricorda ancora l’assidua e profonda collaborazione della studiosa con la
Scuola dell’Arte della Medaglia, con la Libreria dello Stato e con il Poligrafico in
generale, mantenendo un rapporto continuo fondato sul reciproco scambio di com-
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petenze . Da questa comune e prolungata esperienza
emerge in maniera evidente la visione culturale e Figura 1 -- Modello in cera
con San Giorgio che trafigge
scientifica di Silvana Balbi de Caro, che non il drago, 1816-1817 ca.
si è mai racchiusa in un alveo specialisti- Autore: Benedetto Pistrucci
co, destinato ai soli addetti ai lavori, come (1783-1855).
emerge anche dal suo interesse, espresso Roma, Museo della Zecca
con largo anticipo sui tempi, per l’utiliz-
zo degli strumenti digitali associati alla
ricerca scientifica. Già nel 1983 l’allora
Centro Elaborazione Dati del Poligrafico,
con le embrionali tecnologie presenti in
azienda e sotto l’attenta supervisione di
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Silvana Balbi de Caro , realizzò uno studio
di sistema di catalogo, consultazione, archi-
viazione e pubblicazione di beni numismatici
del Gabinetto Numismatico del Museo Nazionale
Romano.
Da questi approcci e studi pioneristici discende la creazione del Portale Numi-
smatico dello Stato, che la Balbi ideò e presentò nel 2008 come progetto comple-
mentare del Bollettino di Numismatica, a cui si aggiunse l’ideazione della banca dati
numismatica Iuno Moneta la cui gestione informatica fu affidata, ancora una volta,
alle competenze tecniche dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
1911, furono acquistati 368 modelli in cera di Benedetto Pistrucci (1783-1855) e nel 1927 una serie di modelli
in cera degli incisori pontifici Giuseppe (1808-1877) e Francesco (1842-1918) Bianchi. Il re Vittorio Emanuele
III aveva frattanto incrementato la raccolta con numerose donazioni di materiali provenienti dalla propria
collezione numismatica. Il Museo fu trasferito nel 1911 nel nuovo edificio della Zecca all’Esquilino, ospitato in
tre sale al primo piano, accanto alla Scuola dell’Arte della Medaglia, concorrendo alla creazione di un luogo
unico, in cui la cultura, l’arte e la produzione potessero convivere in armonia. Nel 1958 la legge n. 114 del
27 febbraio procedette all’istituzionalizzazione del Museo della Zecca e nel 1962 la collezione fu spostata in
alcuni locali di via XX Settembre, all’interno del Palazzo dei Ministeri Finanziari, con un nuovo allestimento
museografico curato dall’arch. Franco Minissi. Con la legge n. 154 del 1978 anche le collezioni del Museo della
Zecca entrarono a far parte del patrimonio del Poligrafico.
3 Pirzio Biroli Stefanelli 1989.
4 A titolo meramente esemplificativo si citano i risultati delle esperienze di restauro della Zecca e della Scuola:
tulli 1995, pp. 101-200 e villani 2005, pp. 303-318.
5 Cfr. IPZS GalBo et alii 1984, pp. 72-74; BalBi de Caro 1984b, pp. 93-97.
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