Page 556 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Stefano Imperatori







                            del Museo della Zecca di Roma - valorizzata dalla presenza dei resti di un mausoleo
                            di epoca romano imperiale inglobati al proprio interno - che il 25 ottobre 2016 ha
                            aperto le porte ai visitatori dentro al complesso industriale del Poligrafico sulla via
                            Salaria. Lasciata la precedente collocazione situata all’interno del Ministero dell’Eco-
                            nomia e delle Finanze in via XX Settembre, il nuovo percorso espositivo ideato da
                            Silvana Balbi de Caro per la nuova sede è stato elaborato con l’intento di moder-
                                                                                                            8
                            nizzarne i canoni e di valorizzare le peculiarità delle collezioni del Museo , che lo
                            rendono una struttura diversa, per origine, formazione e storia, dai medaglieri e dai
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                            musei della moneta attualmente esistenti .
                                 La costante sinergia tra la profonda conoscenza storica e la competenza in am-
                            bito museale di Silvana Balbi de Caro nel ruolo di consulente scientifico del Museo,
                            la progettazione innovativa degli spazi espositivi ad opera dell’architetto Bulian e le
                            competenze tecniche di tutto il personale del Poligrafico coinvolto nel progetto han-
                            no consentito la nascita di uno spazio moderno e dinamico, nel quale è stato possi-
                            bile dare nuova linfa a una tematica considerata ancora spesso di nicchia dal grande
                            pubblico o riservata a una limitata platea di collezionisti e studiosi (Figg. 2-3).
                                 Il punto di forza del nuovo Museo non risiede più, infatti, nel mostrare ai visi-
                            tatori l’imponenza della collezione nella sua totalità, ma nell’aver trovato il giusto
                            equilibrio e la corretta armonia tra esposizione e narrazione, permettendo di man-
                            tenere sempre alto il livello di attenzione e curiosità. L’approccio divulgativo im-
                            postato in tal senso da Silvana Balbi de Caro, pur fondato sul rigore scientifico dei
                            contenuti, ha sempre mirato al coinvolgimento di ogni tipo di utenza, dal fruitore
                            occasionale a quello specializzato, fino ai bambini e alle scuole, offrendo a tutti la
                            possibilità di approfondire, su più livelli e in base alle proprie capacità, la storia
                            delle singole opere, la storia d’Italia e la storia tecnologica della Zecca. Questo suo
                            desiderio di far conoscere il Museo a un pubblico sempre più vasto si è tradotto,
                            nel corso degli anni, in una serie di pubblicazioni, edite dalla Libreria dello Stato,
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                            volte ad approfondire i vari nuclei della collezione .



                            8    Attraverso le opere ivi esposte si racconta la storia d’Italia, dal periodo preunitario ai giorni nostri, vista dagli occhi di
                            chi prestava e presta ancora servizio nelle officine monetarie romane. Nella prima parte del percorso viene presentata
                            al visitatore l’eterogenea collezione del Museo della Zecca comprendente medaglie, monete, modelli in cera e conî,
                            nella sua naturale sequenza cronologica, partendo dalle medaglie pontificie ottocentesche fino all’attuale produzione
                            annuale di monete a corso legale per collezionisti. Terminato questo percorso nell’arte e nella storia, attraverso una
                            scala interna, si scende al piano inferiore in cui archeologia classica e archeologia industriale si fondono e i macchinari
                            storici della Zecca e dell’Officina Carte Valori fanno da cornice ai resti del mausoleo. In quest’area, grazie anche a di-
                            versi supporti audiovisivi, il visitatore può immergersi all’interno delle officine, passeggiare tra i macchinari, scoprirne
                            il funzionamento e ripercorrere le varie fasi e processi produttivi della Zecca e dell’Officina Carte Valori.
                            9    Si tratta, infatti, di un’istituzione connessa fin dalle sue origini all’attività produttiva della Zecca, da cui è stata e
                            continua ancora oggi a essere alimentata.
                            10    Si ricorda tra tutte il catalogo del museo Lo scrigno delle Meraviglie (2016) di cui la Balbi è stata ideatrice, curatrice
                            e autrice, insieme a tanti nomi di spicco fra studiosi e esperti del settore. Pubblicato in occasione dell’inaugurazione
                            del Museo della Zecca, oltre a rappresentare un valido supporto e uno spunto di approfondimento per il fruitore
                            durante la visita, ha avuto anche una forte valenza promozionale per il nuovo Museo, descrivendone, attraverso una
                            vasta galleria di immagini di monete, medaglie, conî e cere, la ricchezza delle collezioni.

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