Page 436 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Giancarlo Alteri
a dodicimila pezzi, due anni dopo toccava i diciottomila e verso la fine del 1900,
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cioè prima dell’acquisto della collezione Marignoli , i ventiduemila .
Seguirono altri acquisti, tanto che ben presto la raccolta superò i cinquantamila
pezzi. Era ancora poco più che un fanciullo, dunque, quando l’interesse, anzi una
vera e propria passione, per le monete, prima per quelle del mondo classico, poi
sempre di più per quelle medioevali e moderne italiane conquistò completamente
il piccolo Principe di Napoli e futuro re d’Italia. D’altronde la sua infanzia, sebbene
“regale”, non era felice e piena di affetto e di svaghi come quella di tanti altri bambini
della sua stessa età. La tradizionale educazione pedagogica di Casa Savoia, severa e
di carattere militare, non favoriva le spontanee manifestazioni di affetto filiale tra lui
e i suoi genitori – il re Umberto I e la regina Margherita – che non vedeva quasi mai;
per la sua prima educazione, infatti, fu scelta una nurse irlandese di nome Elizabeth
Lee, detta familiarmente “Bessie”, che gli rimase accanto per circa quattordici anni e
verso la quale il giovane Vittorio Emanuele nutrì sempre un sincero affetto. A tutto ciò
si aggiungevano gravi carenze fisiche e le terapie mediche, vere e proprie torture, cui
fin da bambino era sottoposto per cercare di risolverle o, per lo meno, di attenuarle.
A segnare profondamente il suo carattere contribuirono pure notevolmente sia
il precettore, che fu scelto per lui e che lo avrebbe seguito fino al raggiungimento
della maggiore età: il colonnello di Stato Maggiore Egidio Osio, un uomo molto
duro, imperioso e abituato al comando, sia la frequenza della prestigiosa, ma severa
Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli. Era naturale, quindi, che nel futuro re d’Ita-
lia si sviluppasse un carattere schivo e riflessivo, come pure, quasi per una forma
di compensazione, un amore per così dire morboso per lo studio. Fra tutti i suoi
interessi in ambito culturale si distinguevano la Storia, la Geografia e soprattutto la
Numismatica: la sua passione per quest’ultima disciplina e, di conseguenza, la sua
profonda conoscenza di essa ben presto vennero riconosciute ad alti livelli dalle
varie Società e Istituti Numismatici italiani e stranieri.
Così, fu per insistenza assillante del Principe di Napoli che i sovrani d’Italia Um-
berto I e Margherita di Savoia il 19 ottobre 1897, visitando il restaurato Castello Sfor-
zesco di Milano, presentarono alla Società Numismatica Italiana nella sua nuova sede
il figlio e la sua giovane sposa, Elena di Montenegro, che Vittorio Emanuele aveva
condotto all’altare il 24 ottobre dell’anno precedente. In quell’occasione, il Principe
accettò la presidenza onoraria della Società offertagli nella duplice qualità di Principe
1 Filippo Marignoli, nato a Spoleto nel 1809, marchese di Montecorona, frazione del comune di Verghereto, in
provincia di Forlì-Cesena, e senatore del Regno, aveva messo insieme una ricca collezione di monete italiane
medioevali e moderne, che al momento della sua morte, nel 1898, aveva raggiunto il numero di circa 35.000
pezzi. Dopo lunghe trattative, salito al trono Vittorio Emanuele, la collezione fu acquistata per 545.000 lire,
una cifra rilevante, tuttavia inferiore di molto all’effettivo valore della collezione.
2 L. morandi, Come fu educato Vittorio Emanuele III, citato da l. SuSani, L’opera scientifica di Vittorio
Emanuele III. Il “CORPUS NUMMORUM ITALICORUM”, in G. ruotolo, l. lomBardi (a cura di), Scritti sul Corpus
Nummorum Italicorum, Vicenza 2010, pp. 128-129.
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