Page 229 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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“Nuovo contributo alla teorica delle contromarche monetarie presso i Romani”







            testimone palese che Alla morte di Nerone, il Senato romano fu nuovamente in
            grado di riprendere …la sua suprema autorità: dall’affermazione deriva che,
            secondo l’Autore,  le contromarche sarebbero state necessariamente applicate
            dalla zecca di Roma. Un elemento documentario con evidenza contrasta l’ipote-
            si, ovvero sia la pressoché quasi totalità degli esemplari censiti di Nerone con la
            contromarca appartengono alle emissioni della zecca di Lugdunum, come per i
            tre esemplari della collezione Gnecchi, mentre al contrario se la contrassegnatu-
            ra fosse avvenuta a Roma dovremmo conoscere in numero più cospicuo monete
            della zecca cittadina con la tipologia. La recente bibliografia numismatica ha
            accolto quale opinio comunis che l’apposizione della SPqr sia da attribuire alla
            figura di C. Iulius Vindex, dalla metà del 67(?) d.C. legatus Augusti pro praetore
            in Lugdunensis(?), che promuove la ribellione a Nerone nel marzo del 68 d.C.,
            senza mai però usurpare il titolo di imperatore, e che nel maggio successivo
            viene ucciso a Vesontio dai legionari del legatus della Superior . Gli sviluppi
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            della vicenda politica e umana di Iulius Vindex non sono in grado di giustifi-
            care la diffusa operazione di contromarcatura delle monete bronzee di Nerone
            in Gallia, tanto meno in assenza sia del pronunciamento imperiale, quanto di
            alcun riconoscimento da parte del Senato romano. Al contrario Galba, legatus in
            Tarraconensis, a seguito dell’acclamazione a imperator da parte della Legio VI
            Victrix a Clunia, avvenuta verso la metà del mese di aprile del 68 d.C. , venne
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            nominato dal Senato  legatus Senatus ac Populi Romani: gli eventi successivi
            registrano la prolungata  permanenza  di Galba,  dapprima in  Hispania  quindi
            in Gallia, alla ricerca del più ampio consenso politico e sociale possibile, in
            particolare della fedeltà delle legioni di stanza in Inferior e in Superior, prima
            dell’avvicinamento a Roma e della proclamazione imperiale ufficiale, avvenuta
            l’8(?) giugno dello stesso anno . Sembra verosimile ritenere che la tipologia
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            SPqr sia stata applicata in Lugdunensis nel periodo di “interregno”, compreso
            tra la metà di aprile e l’inizio di giugno del 68 d.C., quando Galba, proclamato
            imperator dalle truppe ma ufficialmente legatus Senatus ac Popoli Romani, era
            in movimento alla volta di Roma. La contromarca, sempre apposta al dritto, sul
            collo del ritratto di Nerone, non è stata pressoché in nessun caso documentata
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            in posizione dannativa : nella bibliografia precedente in numerose occasioni
            era già stata rilevata l’assenza della volontà di “dannare” il ritratto di Nerone, fe-



            107   KienaSt 1990, pp. 100-101, s.v. C. Iulius Vindex, con bibliografia e fonti antiche.
            108   Martini 2021, passim, in particolare pp. 317-318.
            109   KienaSt 1990, pp. 102-103, s.v. Galba, con bibliografia e fonti antiche.
            110   Calomino 2016, pp. 63-79, con discussione e bibliografia, sebbene l’Autore estenda l’accezione di damnatio
            memoriae praticata per le monete imperiali a un novero di casi troppo ampio non distinguendo, per l’appli-
            cazione delle contromarche, la forma diretta, ovvero l’effettiva e palese cancellazione della figura e, quindi,
            della memoria del personaggio dannato, da quella indiretta, posta in essere con la semplice riassegnazione
            alla nuova autorità degli esemplari già in circolazione.

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