Page 232 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Rodolfo Martini
SPqr [piccola], n. 70: la tipologia rappresenta senza dubbio la parte numericamente
più significativa delle tre SPqr, oltre al nucleo di migliore realizzazione sebbene siano
documentati un discreto numero di esemplari in grafia corsiva (cfr. supra, scheda n. 64).
In particolare, un gruppo appare di interesse: si tratta di alcune contromarche che, pur
mantenendo la stessa dimensione dei conii dell’usuale manifattura, si caratterizza per
l’aumentata altezza delle lettere e per la minore qualità della composizione. Le difformità
realizzative non sono in grado di segnare un’effettiva soluzione di continuità produttiva
tra il gruppo delle contromarche di migliore qualità (meglio attestate: cfr. supra, scheda
n. 64) e quello degli esemplari corsivi, entrambi da attribuire alla zecca di Lugdunum, ma
permette di individuare una grafia “intermedia”, capace di porre in relazione questa forma
con le SPqr [grandi] di migliore qualità. La tipologia “intermedia” può essere probabilmen-
te considerata il prototipo delle SPqr [grandi] più curate dal punto di vista morfologico e
con frequenza apposte su dupondi, nucleo la cui produzione andrebbe quindi attribuita
alla zecca di Lugdunum, assegnando di conseguenza solo le esecuzioni di minore qualità,
per altro parte significativa dell’attuale documentazione, all’attività di officine delocalizzate
in territorio della Lugdunensis e, forse, nell’area della Belgica e dell’Inferior.
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