Page 442 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Giancarlo Alteri
no personale; fu un’intesa anche tra due appassionati di numismatica, seppure in
campi diversi – monetazione l’uno, medaglistica l’altro – ma che si stimavano e si
rispettavano. Si vociferava che il Ministro della Real Casa intervenne personalmen-
te presso il Direttore della Regia Zecca affinché fosse aperta una specie di “corsia
preferenziale” per la fornitura di medaglie al Vaticano, almeno per la coniazione
delle medaglie annuali. Così, quando il 9 novembre 1924, per esempio, fu emessa
dal Vaticano la medaglia a ricordo del XVI centenario della Basilica Lateranense
(Fig. 1), opera di Aurelio Mistruzzi, ma il cui soggetto era stato suggerito da Pio XI in
persona, la coniazione fu effettuata a tempo di record dalla Reale Zecca, che richiese
pure i diritti di battitura in forma ridotta del 30%.
L’ 11 febbraio 1929, il cardinal Gasparri, Segretario di Stato del Vaticano, e il cav.
Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia, firmarono,
nel Palazzo Lateranense il Concordato, che poneva fine alla sessantennale “Questio-
ne Romana” e sanciva nuovi rapporti fra la Santa Sede e l’Italia. Fu un avvenimento
epocale celebrato in tantissime medaglie. Quella ufficiale del neonato Stato della
Città del Vaticano, che celebrava pure il giubileo sacerdotale del Pontefice, venne
coniata sia come medaglia annuale dell’VIII anno di pontificato, di mm 44 di dia-
metro, sia come medaglia straordinaria di ben mm 82 di diametro (Fig. 2). Mostrava,
al dritto, il busto a sinistra di Pio XI, con zucchetto e piviale; al rovescio, un calice
sormontato da un’ostia raggiante e, sullo sfondo, le facciate della Basilica di San
Giovanni in Laterano, a sinistra, e di San Pietro in Vaticano, a destra. Non contene-
va, quindi, espliciti riferimenti al Re, ma un esemplare in oro fu ugualmente donato
a quest’ultimo ad personam, cioè non tanto nella sua qualità di Re d’Italia quanto
come “amico” del Pontefice.
Molto più esplicita la medaglia ufficiale dello Stato italiano (Fig. 3), realizzata
da Attilio Silvio Motti, incisore capo della zecca. Se nel rovescio vi è la rappresenta-
zione quasi fotografica del momento in cui Gasparri e Mussolini firmano i Patti La-
teranensi, nel dritto compaiono i ritratti affrontati di profilo di Pio XI, con il triregno
e il piviale, e di Vittorio Emanuele, con in testa la corona di Re d’Italia; al centro, la
figura allegorica della Storia che scrive su un libro dal titolo hiStoria.
Ancor più significativa una medaglia di autore non conosciuto, ma ufficiale,
emessa per la stessa circostanza sempre dalla Regia Zecca (Fig. 4). Sopra la solita
scena della firma dei Patti, compaiono i busti frontali di Pio XI e di Vittorio Emanue-
le III tratti da foto ufficiali, con accanto i rispettivi stemmi. Ma nel rovescio, ecco la
Basilica Vaticana, centro della Cristianità accanto al Palazzo del Quirinale, residenza
del Re. Giuseppe Romagnoli, il famoso incisore e artista, inserì invece i nomi e gli
stemmi del Papa e del Re, affiancati, nella medaglia annuale del VII anno dell’era
fascista di cui l’esemplare fuso venne regalato a Pio XI dall’ambasciatore d’Italia
presso la Santa Sede.
Ma la medaglia forse più bella realizzata per celebrare i Patti Lateranensi si deve
ad iniziativa privata. Coniata nella grandezza inusitata di mm 100 dallo Stabilimento
Johnson di Milano, fu modellata dal grande scultore Ludovico Pogliaghi ed incisa
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