Page 218 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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1989-2015. Addenda
I modelli in cera nel Museo della Zecca di Roma
viCende della Collezione
Integrazioni a Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 51-59; Pirzio Biroli Stefanelli 2007a.
Per la ricostruzione delle vicende della collezione dei modelli in cera, per il periodo che
precede l’acquisto da parte dello Stato Italiano (1912), sono ora disponibili alcune carte che,
pur precisando alcuni dettagli, non apportano sostanziali modifiche a quanto già delineato. Da
1
alcuni documenti conservati a Londra emerge come, dopo il rifiuto dell’Accademia di San Luca
di acquisire, in quanto “res litigiosa”, la collezione delle cere ereditate dallo zio, Serafino Poggioli
2
si fosse rivolto alla Royal Mint per proporne l’acquisto per il museo ad essa connesso. In data 2
dicembre 1902, “per consiglio dell’Egregio Signor B. V. Head , Capo del riparto Monete e Medaglie
3
di codesto Museo Britannico”, il Capitano addetto allo Stato Maggiore Serafino Poggioli, “libero e
solo possessore dell’intera collezione e di alcuni pregevolissimi cammei”, scrive al Master of the Mint
per proporre “l’acquisto dei medesimi”. La risposta del 12 dicembre, a firma di A.F. Pope, nella
quale si ringrazia per l’invio di una copia dei Cenni biografici di Benedetto Pistrucci letti nelle sale
dell’insigne Accademia di San Luca il 21 aprile 1887 da Francesco Azzurri, è anche in questo
caso negativa “as the Museum of the Department already contains models of many of Benedetto
Pistrucci’s chief works, he is not in a position to make any offer for the valuable collection at your
disposal”. Non è certo, ma è forse probabile, che la notizia del contenzioso creatosi a Roma tra gli
eredi per il possesso dell’intera collezione fosse giunta anche in Inghilterra e creasse comunque dei
problemi al Poggioli per la sua alienazione. Infatti una lettera, datata 7 gennaio 1910, documenta
come solamente in questa data ci sia stata la rinuncia definitiva da parte dell’architetto Camillo
Pistrucci (1856-1927) della sua quota di modelli - ereditata dal padre Federico - a favore del cugino
Serafino Poggioli che in quel momento si trovava ancora in trattative per la vendita della collezione
(Carte autografe e altri doCumenti, VI. Varia, 9).
In conclusione si può ora ritenere che la collezione pervenuta al Museo della Zecca nel 1912
sia composta dalle quote di Elena e Maria Elisa Pistrucci, ereditate entrambe da Serafino Poggioli, da
quella di Federico ereditata da Camillo e dalla metà di quella di Raffaele spettante alla figlia di questi
Guglielma, moglie del Poggioli. I modelli in cera acquistati sul mercato antiquario nel 1993, 1997 e
nel 2000, dovrebbero pertanto far parte, così come quelli oggi ancora dispersi, della quota spettante
all’altro figlio di Raffaele, Filippo, che non aveva né ceduto la sua parte al Poggioli né partecipato alla
vendita allo Stato Italiano (v. anche nuove aCquiSizioni, Roma, Museo della Zecca, note 3-4).
1 The National Archives, Kew, Royal Mint 20/157-1902.
2 Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, p. 53, doc. 6.
3 Per il numismatico Barclay Vincent Head (1844-1914), nello staff del British Museum dal 1864, keeper dal 1893, v. DNB, 2004 (G.F. Hill).
Catalogo
Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 71-247, nn. 1-396; Pirzio Biroli Stefanelli 2007a.
1. Elisa Bonaparte Baciocchi
BiBl.: Pirzio Biroli Stefanelli 2007a, fig. a p. 87.
3. Elisa Bonaparte Baciocchi
Per un modello con un identico ritratto v. nuove aCquiSizioni, Roma, Museo della Zecca, n. 9.
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