Page 210 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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1989-2015. Addenda
È stato ipotizzato, ma è decisamente da escludere, che il ritratto collocato intenzionalmente in una posizione
sacrificata, in basso, possa essere un secondo autoritratto, mentre è più probabile possa trattarsi del Master of
the Mint (1828-1830) John Charles Herries con il quale Pistrucci aveva al momento problemi. Da notare inoltre
che presenta una certa somiglianza con i ritratti di Guglielmo IV (1830-1839) (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, II,
nn. 96-97) eseguiti intorno a quella data per una eventuale medaglia per l’incoronazione che fu poi realizzata da
William Wyon a fronte del rifiuto di Pistrucci di incidere, come propostogli, la sola faccia della medaglia con il
ritratto della regina Adelaide. Si spiegherebbe così la intenzionale collocazione sacrificata del medaglione dovuta
al disappunto per l’esito della vicenda (Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 130-132, nn. 94-98).
La Flora venne ripresa dalla figlia Maria Elisa per un analogo medaglione scolpito a rilievo sulle due facce
(Pistrucci’s Capriccio 2006, p. 21, n. 14) dove anche la Cerere sull’altro lato rimanda a modelli del padre
(Cere, n. 332; Museo di Roma, n. 19) (fig. 47).
Nel 1834 Pistrucci pensò nuovamente a un “capriccio”, ancora una volta per combattere un momento
di particolare depressione derivante in parte, anche in questo caso, da problemi con la vista: “Domani
comincerò un modello di qualche capriccio così forse mi verrà il bonomore...”. (v. Carte autografe e altri
doCumenti, I. Epistolario, 2, lettera del 10 febbraio 1834).
Fig. 59 - Waddesdon Manor, The Rothschild Collection (Rothschild Family Trust).
Benedetto Pistrucci, Capriccio, 1829, marmo.
Fig. 60 - Roma, Museo della Zecca. Benedetto Pistrucci, Leone, cera su ardesia (MZ 382).
Fig. 61 - Roma, Museo della Zecca. Benedetto Pistrucci, Venere, cera su ardesia (MZ 272).
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