Page 209 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Sculture
Sculture
Integrazioni a Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, pp. 36-39, Sculture, nn. 1-16, tav. 7. Si veda ora Catalogue 1855.
1. Capriccio, 1829 (figg. 59, 62-63, 66-67)
Waddesdon Manor, The Rothschild Collection (Rothschild Family Trust); acc. no. 15,2005, già (1855) Henry Labouchère
(1797-1869), prof. Jack Robert Lander.
Marmo, cm 32 x 38,5 x 21,5.
Iscrizione: ROYAL MINT PRIMO ESERCIZIO DI BENEDETTO PISTRUCCI NEGL’ANNI I PIÙ INFELICI DI SUA VITA 1829
BiBl.: The Gentleman’s magazine, june 1830, 100, p. 543; Catalogue 1855, n. 55 (“mould”); graveS 1906, p. 156, n. 1167;
graveS 1970, p. 156, n. 113; Pollard 1984, p. 26; Pirzio Biroli Stefanelli 1989, I, p. 36, Sculture, n. 1; marSh 1996, p. 39;
Christie’s, London, 10 june 2004, lotto 76; Pistrucci’s Capriccio 2006; milano 2007, figg. 1-2.
Il marmo, appartenuto a Henry Labouchère, che fu Master of the Mint dal 1835 al 1841, era stato esposto
“unfinished” alla Royal Academy nel 1830: ricordato nella letteratura già nel 1830, è ricomparso solo una
decina di anni fa sul mercato antiquario; acquistato dalla famiglia Rothschild, prima di essere collocato a
Waddesdon Manor, fu presentato al pubblico a Londra nel 2006 con una piccola e preziosa mostra al sir
John Soane’s Museum. Nel catalogo, al quale si rimanda per un approfondimento (M. Trusted), è stata
riesaminata la figura di Pistrucci scultore (C. Milano) e ricostruite le vicende del marmo alle quali si possono
aggiungere ulteriori dettagli.
Pistrucci - che nel 1800 aveva vinto il 1° premio in scultura alla Scuola del nudo - scolpisce il marmo in un
periodo per lui particolarmente difficile, “nell’anno più triste di mia vita” è inciso accanto alla firma: a Londra
è rimasto solo, il figlio Camillo lo ha lasciato l’anno precedente per rientrare a Roma per studiare scultura
con Thorvaldsen; nel 1828 era stato sì nominato Chief Medallist, una posizione creata appositamente per lui
dalla Royal Mint, ma non Chief Engraver come avrebbe desiderato (titolo attribuito al rivale William Wyon);
l’esecuzione della medaglia di Waterloo, commissionatagli nel 1819, procede lentamente creando non
pochi malumori e incomprensioni con i suoi superiori; malgrado il sostegno di William Richard Hamilton
è al centro di molte furiose polemiche che hanno largo eco anche sui giornali. A tutto ciò si aggiungono
i problemi di salute, in particolare i gravi disturbi alla vista, che colpiscono l’artista e che lo obbligano a
sospendere momentaneamente la lavorazione di oggetti di piccole dimensioni quali medaglie e cammei;
di questo malessere, a cui andrà soggetto in altri momenti della sua vita, rimane la toccante testimonianza
nell’autobiografia di Augustus Bozzi Granville che in qualità di medico aveva “more than once forbidden the
use of his eyes, and consequently the prosecution of his works. During such painful intervals, it was a real
work of charity to him for some chosen intimate to visit him and read out select passages from Dante and
Macchiavelli” (Bozzi granville 1874, II, p. 34).
Pistrucci ha scolpito nel blocco di marmo almeno 15 elementi diversi ai quali ha certamente inteso attribuire,
ma forse non a tutti, un preciso significato che non sempre risulta oggi leggibile. Alcune di queste figure
che erano già documentate dai modelli in cera dell’incisore, ricevono, alla luce del ritrovamento del marmo,
una giusta interpretazione come l’autoritratto che lo rappresenta mentre sostiene il peso delle sue disgrazie
(Cere, n. 236; fig. 65). Partendo da questo, in senso orario, compongono il Capriccio: in alto un medaglione
con il ritratto di Giorgio IV, un frammento di capitello, una gabbia con dei cani (?), una Venere (Cere,
n. 272; fig. 61), la parte anteriore di un Leone (Cere, n. 382; fig. 60) coperta da un frammento di medaglione
con testa di Fauno, un medaglione con un profilo di Flora, in basso un ritratto di profilo a sinistra che fissa
una testa di Cerbero, un amorino a rilievo, una figura maschile in abiti civili, una lastra con Ercole in riposo
di spalle seduto su una pelle di leone (v. nuove aCquiSizioni, Roma, Museo della Zecca, Cere, n. 19; fig. 64);
completa il giro il taglio diagonale della lastra decorato a rilievo con una farfalla, un teschio, una spiga di
grano, e alcuni strumenti per la scultura. Il medaglione con Giorgio IV rimanda ai molti ritratti del Sovrano
che Pistrucci eseguì per medaglie e cammei.
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