Page 81 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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I Celti nell’Italia Cisalpina. Aree monetarie
formazione del deposito “di alleanza” di Manerbio (BS) , al quale contribuirono i
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tre principali stati satelliti celtici dei Romani nella Transpadana, ciascuno con un
terzo del complesso di monete, chiara indicazione delle specie legalmente circolanti
nel territorio complessivo e nei mercati raggiunti all’esterno. Tale mobilità trova
conferma nei contatti, attraverso il Gran San Bernardo, con la Svizzera occidentale,
con numerosi ritrovamenti di monete dei Tipi 5-6 e 7a-8 in aree da tempo interes-
sate da connessioni culturali con il mondo golasecchiano. Sembra per ora invece
assente una penetrazione transalpina Orientale.
In conclusione, reputo che non debba essere contestata, alla luce dei ritrova-
menti oggi disponibili e della situazione che si registra nel successivo II sec. a.C.,
l’ipotesi dell’emissione insubre dei Tipi 5-6, forse sviluppo, in termini precoci, dei
Tipi 1-4b iniziali, mentre per i Tipi 7a-8 pure conviene mantenere l’ipotesi dell’emis-
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sione cenomane, ma spostarla verso l’Adige, nel territorio cenomane orientale .
In realtà la situazione sul territorio, della quale ancora troppo poco sappiamo,
era più complessa, articolata anche in emissioni locali ancora non riconosciute,
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delle quali è stato isolato finora il cd. “gruppo vicentino” (Tipo 7b) , con una di-
versa interpretazione del leone, stilisticamente latenizzato nella forma del “leone-
scorpione”.
Il Tipo 7b è presente quasi esclusivamente nella provincia di Vicenza, in una
concentrazione tale da potervi riconoscere l’area di emissione, forse a ridosso della
guerra annibalica. Il tipo non sembra aver avuto particolare forza di penetrazione
su altri mercati e non sembra essersi mosso in un proprio mercato protetto, data
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la presenza nell’area dei tipi occidentali. Forse questa struttura del circolante nel
Vicentino può essere giustificata dal non collegamento a un accordo di libera circo-
lazione tra i poteri forti della pianura.
La documentazione superstite di emidracme e di dioboli, divisionali delle
emissioni di dracme finora discusse, così individuabili per l’evidenza del dato
ponderale, appare troppo esigua per la ricostruzione dei centri di produzione e
delle aree di mercato coperte. Sembra comunque possibile riconoscere la scelta
iniziale, nella seconda metà del IV secolo a.C., dell’emidracma come nominale
(Tipi 10-11-12-13) e solo in una seconda fase, nel III secolo a.C., del diobolo (Tipi
14-15-16-17), forse al livello cronologico individuato dalla creazione della tipolo-
gia del “leone-scorpione”.
I Tipi 10 e 11, con una testa maschile al dritto e una snella “pantera maculata”
al rovescio, con un muso frontale con grandi occhi rotondi, possono essere con-
25 Repertorio n. 2930.
26 Per la celtizzazione del territorio occidentale dell’attuale provincia di Verona fino all’Adige, storicamente
da riferire ai Cenomani, cfr. già aSPeS 1984. Per il problema della celtizzazione del territorio di Vicenza, cfr.
BruttomeSSo, Biondani 2018.
27 BruttomeSSo, Biondani 2018
28 Cfr. elenco esemplari noti in BruttomeSSo, Biondani 2018, nota 25.
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