Page 80 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Ermanno A. Arslan
La distribuzione dei ritrovamenti dei Tipi 5-6, riferiti da chi scrive alle emissioni
degli Insubri, copriva, in un’area vastissima, sia l’ambito territoriale lombardo-pie-
montese di tradizione golasecchiana, fino all’Alessandrino, al Vercellese, al Nova-
rese, al Pavese, sia, con una particolare concentrazione di segnalazioni, un ambito
orientale, raggiungendo nel Veronese l’asse fluviale dell’Adige, dove le presenze
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sono addirittura più numerose che in Occidente . Quasi nessuna segnalazione ci
giunge dall’area interposta, corrispondente alla Lombardia orientale, con le attuali
province di Bergamo e Brescia.
Spostando l’esame alla distribuzione dei Tipi 7a-8, con scorpione, forse con un
inizio delle emissioni già nel III sec. a.C., registriamo in tabella una copertura del
territorio padano praticamente identica, nei medesimi territori, Piemonte orientale-
Lombardia occidentale e Veronese.
Anche per questi tipi, con scorpione, l’area bresciana non registra presenze si-
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gnificative, come ci attenderemmo, per l’ipotesi, già di Andrea Pautasso , che i Tipi
20-21, con il “leone-scorpione” semplificato al rovescio, ad evidentiam in connes-
sione con i Tipi 7a-8, fossero da riferire al gruppo celtico dei Cenomani. In realtà
il mercato padano nel II sec. a.C. appare organizzato, nei termini imposti dalla pax
romana, con un sistema di circolazione radicalmente diverso, anche con la presen-
za decisiva della moneta della potenza egemone .
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Molto attiva appare la penetrazione all’esterno sia dei Tipi 5-6 che dei Tipi 7a-8,
anche se non sappiamo come si organizzasse e si modulasse nel tempo, tra la secon-
da metà del IV e il III secolo a.C. Una linea distributiva si estendeva alla Liguria, senza
peraltro lasciare tracce significative lungo la costa, ma con importanti presenze,
sia per il Tipo 5-6 Insubre che per il Tipo 7-8, con il “leone-scorpione”, sul varco
appenninico di Serra Riccò , mentre sulla linea della futura Via Aemilia sembrano
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prevalere i Tipi 5-6, anche se le presenze dei due gruppi si equivalgono a Monte-
renzio (BO) .
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Particolarmente indicativa appare la capacità di penetrazione delle due classi,
contestualmente, oltre il confine orientale in area veneta, fino all’Adriatico. Se da
un lato tale permeabilità sembrerebbe indicare la possibilità dello spostamento
dell’inizio delle emissioni venetiche al successivo II sec. a.C., post annibalico, ciò
torna a conferma di forme di libero mercato monetario in area celtica padana, certo
legate ad accordi tra le varie autorità emittenti, esteso ai gruppi non celtici adiacen-
ti. Accordi che troviamo nel successivo II sec. a.C. nelle premesse alla base della
20 Ciò anche accettando una presunta maggiore attenzione, in passato, alla registrazione dei dati di scavo, tutta
ovviamente da verificare.
21 PautaSSo 1986, pp. 189-194: l’ipotesi del Pautasso non è stata mai discussa.
22 V. infra.
23 Repertorio n. 2395.
24 Repertorio n. 0495.
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