Page 476 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Enrico Silverio
un comunicato stampa dell’Istituto tanto poteva vantare: Il convegno è felicemente
e perfettamente riuscito, come adunata culturale di oltre trecento studiosi italiani
ed esteri ai fini della glorificazione di Augusto; ed infatti va notata la rappresen-
tanza del mondo scientifico straniero da parte di chiarissimi studiosi della clas-
sicità romana, appartenenti ai sedici stati seguenti: Belgio, Danimarca, Egitto,
Francia, Germania, Inghilterra, Jugoslavia, Olanda, Polonia, Romania, Spagna,
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Svezia, Stati Uniti, Turchia, Ungheria e Città del Vaticano . Per una serie di ritardi
dovuti alla bocciatura del progetto iniziale da parte Mussolini e probabilmente
per un minor interesse di Bottai, il Convegno non si configurò come un incontro
scientifico ma appunto come una adunata culturale. Volendo dare un’idea della
ristrettezza dei tempi a disposizione per l’organizzazione basterà ricordare come
ancora per qualche tempo, dopo una serie di contatti tra l’11 e il 13 maggio 1938
tra Galassi Paluzzi, Giglioli e Bottai, il primo continuasse a considerare il Conve-
gno un vero e proprio incontro scientifico. Soltanto a partire da questo periodo
il Convegno si configurò invece come una adunata di studiosi a Roma dall’Italia
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e dall’estero – previo benestare del Ministero degli Affari Esteri – che tra il 23 e
il 27 settembre 1938 avrebbero partecipato all’inaugurazione dell’Ara Pacis e alla
sistemazione dell’Augusteo, visitato la Mostra Augustea, compiuto alcuni sopral-
luoghi a Ostia, al Foro e al Palatino, assistito a un concerto di musiche di interesse
romano, compiuta un’escursione alle memorie augustee della Campania – con
significative visite a Ercolano, Pompei, Napoli e Capri – e infine presenziato alla
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solenne chiusura dell’anno bimillenario in Campidoglio .
Gli inviti agli studiosi vennero così spediti soltanto negli ultimi giorni del luglio
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1938 e proprio in questo clima di fervidi preparativi si inserisce la vicenda, che
qui si intende illustrare con l’ausilio di documenti inediti, della realizzazione della
medaglia da distribuirsi ai partecipanti del Convegno e che tra l’altro non avrebbe
avuto soltanto la funzione di un ricordo ma, in un caso almeno, anche quella di una
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sorta di distintivo in occasione di uno degli eventi dell’incontro .
16 AINSR, s. CCM, b. 230, f. 91, bollettino n. 13. Naturalmente non tutti gli studiosi stranieri cui venne rivolto
l’invito aderirono e, in particolare, risaltò lo scarso entusiasmo degli studiosi inglesi. Tuttavia, tra le adesioni
comunicate e gli studiosi effettivamente presenti, Galassi Paluzzi poteva vantare una significativa presenza
dall’estero senza timori di essere smentito. Sulle vicende che ruotano attorno alla selezione degli studiosi da
invitare, alle adesioni e alle presenze, tanto per gli italiani che per gli stranieri, si rinvia a Silverio 2014a, passim
e specie pp. 371-418 e idem 2014b, passim e specie pp. 191-209, con indicazioni relative anche agli effetti dei
primi provvedimenti razziali sull’organizzazione del Convegno.
Fonti archivistiche in Silverio 2014a, p. 403 nota 86 e in idem 2014b, p. 200 nota 115.
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18 Si veda, anche per i riferimenti archivistici relativi alle singole manifestazioni, Silverio 2014a, pp. 418-425 e idem
2014b, pp. 209-219.
19 V. in particolare AINSR, s. CCM, b. 222, f. 68 Lettere circolari. Inviti 1938.
20 V. AINSR, b. 221, f. 64, sott. Chiusura e ricevimento in Campidoglio, lettera del 24 settembre 1938 di
C. Galassi Paluzzi a C.R. Moneta, capo del Cerimoniale del Governatorato di Roma, con cui il Presidente
dell’Istituto inviava un campione del distintivo che i partecipanti stranieri al Convegno Augusteo apporranno
all’occhiello in occasione della Seduta di Chiusura. Galassi Paluzzi chiedeva inoltre al funzionario di disporre
affinché i detentori dei suddetti distintivi possano accedere ai posti loro riservati.
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