Page 475 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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La medaglia per i partecipanti al Convegno Augusteo







            Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Mostra risultò già dal 1932 formalmente co-
            organizzata dal Museo dell’Impero Romano e dall’Istituto di Studi Romani a causa della
            necessità di risolvere una serie di frizioni e incomprensioni insorte con quest’ultimo, il
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            cui ruolo tuttavia fu minimale rispetto a quello di Giglioli e dei suoi collaboratori .
                 Ancora all’inizio dell’anno bimillenario, cioè del periodo di dodici mesi dal 23
            settembre 1937 al 23 settembre 1938 entro cui si sarebbero svolte le celebrazioni e che
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            sarebbe culminato proprio con la ricorrenza , al quadro dei festeggiamenti mancava
            tuttavia l’evento che qui interessa direttamente, cioè il Convegno Augusteo del 23-27
            settembre 1938 organizzato dall’Istituto di Studi Romani e dal Museo dell’Impero
            Romano. Ricerche eseguite presso l’archivio dell’Istituto hanno evidenziato una fase
            di ideazione non precisamente documentata in tutti i suoi aspetti anche se si evin-
            ce chiaramente come l’idea dovette sorgere in seno soprattutto all’Istituto di Studi
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            Romani , che poi effettivamente ne curò l’organizzazione in tutte le sue fasi, con
            l’appoggio di Giuseppe Bottai quale ministro dell’Educazione Nazionale . Tale ipo-
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            tesi è rafforzata dalla circostanza per la quale, dopo un primo sostanziale accantona-
            mento del progetto del Convegno da parte di Mussolini, non fu Bottai a riproporne
            l’idea e la programmazione ma Carlo Galassi Paluzzi, Presidente dell’Istituto di Studi
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            Romani . Nella sostanza, il Convegno intendeva essere un altamente significativo
            omaggio della scienza internazionale alla figura e all’opera di Augusto, nonchè
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            al contributo recato dall’Impero di Roma allo sviluppo della Civiltà , cui pertanto
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            questi, non esclusivamente quelli appartenenti alle istituzioni culturali straniere a
            Roma come accadeva nei Congressi Nazionali di Studi Romani. L’intento era quello
            di un vero e proprio omaggio mondiale alla figura del fondatore dell’Impero in un cli-
            ma in cui l’impero antico e quello proclamato il 9 maggio 1936 si sarebbero fatalmente
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            fusi . Al termine dell’evento, che si identificò con le cerimonie di chiusura del bimillenario,


            9    Il fascicolo della Mostra Augustea della Romanità conservato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri si
            trova ora presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. I relativi documenti sono in corso di pubblicazione
            da parte di A.M. Liberati e dello scrivente: v. liBerati, Silverio 2019, 2020 e 2021.
            10    GiGlioli 1931, p. 277: Nato il 23 settembre dell’anno 691 di Roma cioè nel 63 a.C., l’anno del secondo
            millennio, tenendo conto delle  giuste osservazioni fatte in occasione dell’anniversario virgiliano dagli
            astronomi, correrà tra il 23 settembre 1937 e il 23 settembre 1938.  L’espressione  anno bimillenario per
            indicare il periodo dal 23 settembre 1937 al 23 settembre 1938 ricorre in svariate fonti dell’epoca: a titolo di
            esempio si rinvia per tutte a Rassegna 1937.
            11    Si veda Silverio 2014a, pp. 414-415 con note 100-102 e idem 2014b, pp. 206-207 con note 129-131, in cui si
            era già dato conto, per sommi capi e rimandando ai documenti ora estesamente presentati, della vicenda qui
            dettagliatamente ricostruita.
                Sul rapporto tra Bottai e l’Istituto di Studi Romani, v. neliS 2010 e viSSer 2001.
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            13    Silverio 2014a, pp. 385-386 e idem 2014b, pp. 183-185.
            14    AINSR, s. CCM, b. 220, f. 58, sott. Rapporti con il Ministero dell’Educazione Nazionale, lettera di C. Galassi
            Paluzzi a G. Bottai del 7 settembre 1937, p. 1.
            15    Appaiono significative in tal senso le parole pronunciate, in rappresentanza degli studiosi stranieri, da
            Eugénie Strong e da Ernst Kornemann rispettivamente il 23 e il 27 settembre 1938: v. Rassegna 1938, pp. 3-4
            e Roma 1938, pp. 402-403.


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