Page 264 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Bruno Callegher
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Treviri o ai folles di Massenzio di Roma con fel ProCeS(S) ConS ii avG n . La collo-
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cazione topografica di questo aureo è difficile perché privo di marchio di zecca e
la sua attribuzione a Costantinopoli si basa unicamente sulla somiglianza del suo
rovescio con altri aurei, successivi però di un decennio, coniati a Costantinopoli da
Costantino per sé e per i suoi cesari tra il 336-337, con uno standard ponderale pre-
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cedente l’introduzione del solido (tagliato a 1/72 di libbra pari a un peso di g 4,45) .
La mancanza di un marchio di zecca potrebbe indicare che la moneta fu battuta
prima dell’adozione dei segni da parte delle officine costantinopolitane, ma non è
da escludere anche un’attribuzione alla zecca di Nicomedia dove, come dimostra
il precedente esemplare, era stato introdotto il busto con banda e non il diadema.
Questi due pezzi d’oro sono generalmente definiti festaurei per il loro impiego ce-
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rimoniale . In effetti, considerando che 4 di queste monete equivalgono in peso a 5
solidi, e dal momento che il premio cerimoniale a partire dall’epoca di Giuliano II, era
fissato a 5 solidi e 1 libbra d’argento, essi potrebbero rappresentare un antecedente
significativo dei valori monetali distribuiti (sparsiones) dagli imperatori in particolari
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occasioni secondo una gerarchia dei beneficiari .
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Alla serie dei medaglioni, multipli da 5 solidi/4 solidi e 1 semisse e quin-
di rappresentativi del valore aureo di una sparsio o donativo, appartiene anche
l’ultimo esemplare del gruppo, forse il pezzo più eccezionale di questa sezione
Caruso, coniato a Treviri tra il 375-378 (Fig. 11) .
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Figura 11 -- Roma,
Impero. Valente
(364-378 d.C.).
Multiplo da 5 solidi/4
solidi e 1 semisse, zecca
di Treviri, 375-378 d.C.
Roma, Medagliere del
Museo Nazionale Romano
A fronte:
particolare del rovescio
71 RIC VI, p. 171 n. 65(a-b).
72 RIC VI, p. 378 nn. 116-117.
73 RIC VII, p. 585 nn. 103-106, indicati come Multiples (medaillons). Infatti i pesi oscillano tra quelli di 2 solidi,
1 solido e 1/2, ma anche g 5,50; 5,45; 5,24.
toynBee 1986, pp. 40-41.
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75 BaStien 1972, pp. 49-82.
76 BaStien 1972, p. 75.
Inv. 103400, g 20,07 mm 38,47 180°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 598. RIC IX, p. 21 n. 27; toynBee 1986, tav.
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37, 2 (questo esemplare).
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