Page 262 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Bruno Callegher
asta con due prigionieri ai lati. La leggenda Gloria ConSta-ntini avG celebrava il raffor-
zamento della dinastia, attraverso un dichiarato consolidamento del ruolo egemone di
Costantino, qui glorioso e vittorioso sui nemici sconfitti e umiliati, dopo gli eventi del
326 quando a Pola il primogenito Crispo fu ucciso ed eliminata anche Fausta. Meda-
glioni analoghi furono coniati anche a Siscia e Tessalonìca, sempre all’inizio del 327,
quindi quasi in contemporanea, forse proprio durante il viaggio di ritorno dell’Impe-
ratore da Roma dove aveva celebrato i suoi monumentali vicennalia .
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Allo stesso periodo risalirebbe anche il medaglione da 1 solido e 1 tremisse (Fig.
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10) , o forse più probabilmente un solido che seguiva lo standard orientale in uso
fino alla fine del regno di Licinio I nel 324 (g 5,45), coniato per donativi in occasione
dei vicennalia romani del 326 oppure per la concomitante riapertura della zecca di
Bisanzio/Costantinopoli. Al dritto, l’Imperatore è ricordato come ConStant-invS avG
e la sua testa, con sguardo verso l’alto, porta la banda tipica dei sovrani ellenistici .
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Sul rovescio, anepigrafe, il Sovrano è in quadriga con scettro (scipio) e mano alzata.
Figura 10 -- Roma,
Impero. Costantino
(307-337 d.C.).
Solido (?), zecca
di Costantinopoli (?),
ca. 326 d.C.
Roma, Medagliere del
Museo Nazionale Romano
A fronte:
particolare del rovescio
Patrick Bruun, curatore di RIC VII, elenca questo aureus come prima moneta
di Costantinopoli con una datazione al 326 in coincidenza con l’apertura della zec-
ca, circa quattro anni prima della dedicazione formale della città, l’11 maggio 330.
Lo descrive, inoltre, come …a reminder of the imperial largesse distributed during
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the major anniversaries… e ipotizza, con prudenza, una coniazione databile tra
il 326 e il 330. Il tipo del rovescio, inoltre, con Costantino raffigurato in piedi su
un carro trainato da quattro cavalli impennati, appare strettamente dipendente da
precedenti emissioni di aurei di standard tetrarchico, del tutto corrispondenti al
peso di questo esemplate (1/60 di libbra). Ci si riferisce ai tipi PaCatoreS Gentivm di
RIC VII, p. 451 n. 206 (Siscia); p. 520 n. 163 (Tessalonìca).
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68 Inv. 103398, g 5,37 mm 23,53 360°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 566. RIC VII, p. 569 n. 1 ove si cita questo
esemplare. toynBee 1986, tav. 2, 15; dePeyrot 1995, n. 20/1 (Ticinum, ma senza argomentazione).
69 la roCCa 1992, pp. 630-678. Sempre classico ritter 1987, pp. 290-301, al quale aggiungere virGilio 2003.
70 RIC VII, p. 563.
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