Page 261 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Nella cassaforte di “The voice of Gold”
e radiate sono sostituite dall’introduzione di una semplice banda o da un diadema
di gioielli, di influsso orientale, in particolare con riferimenti all’iconografia di epoca
ellenistica . Se la scomparsa della corona radiata, immediato riferimento al culto
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solare, potrebbe derivare dalla progressiva cristianizzazione, l’insieme delle modi-
fiche accoglieva l’istanza di diffondere l’immagine di un imperatore detentore di
un potere quasi sacrale, autocratico, di impronta ellenistica. Peraltro, tale recupero
di un’antica e quasi mitologica visione del sovrano ben s’accordava con le istanze
della cultura cristiana, come si espresse Eusebio di Cesarea, là dove sosteneva che
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all’unicità di Dio devesse corrispondere l’unicità del potere imperiale .
Così, al dritto il volto dell’Imperatore con diadema ha lo sguardo rivolto verso
l’alto quasi alla ricerca di un contatto diretto con la divinità, il paludamentum e la
corazza militare non sono più necessari perché il potere è nella sacralità stessa del
sovrano, la cui immagine perde ogni connotato realistico e si semplifica mediante
la codifica di stilemi destinati ad essere poi accolti in tutta la monetazione tardo
imperiale e poi bizantina.
Generalmente si ipotizza che i cambiamenti iconografici così profondi e significativi
siano databili a partire dal 330, anno della rifondazione di Bisanzio come nuova Roma,
denominata Costantinopoli proprio in onore del suo eponimo. Peraltro, la sacralizzazio-
ne e l’influsso orientalizzante sono ben osservabili nel medaglione aureo di Costantino
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(Fig. 9) , con valore di 1 solido e 1/2, coniato a Nicomedia tra l’inizio del 327 e il 328/329
(in esergo, Smn/S), appartenente a una serie che comprende analoghi esemplari, sia pur
con leggende diverse, degli augusti designati: i cesari Costantino II e Costanzo II.
Figura 9 -- Roma, Impero.
Costantino (307-337 d.C.).
Multiplo da 1 solido e
1/2, zecca di Nicomedia,
327-328/329 d.C.
Roma, Medagliere del
Museo Nazionale Romano
Al dritto, anepigrafe, la testa di Costantino con diadema e sguardo rivolto verso
l’alto, mostra già i caratteri di una codifica idealizzante; al rovescio l’Imperatore in
veste militare, volto a sinistra, tiene nella destra il Palladio e nella sinistra una lunga
64 kolB 2001, pp. 76-79.
65 euS. CaeS., IV, 15 (a cura di L. Franco, Milano 2015); Carlà 2011, p. 116.
Inv. 103396, g 6,62 mm 25,24 360°, CaneSSa, CaneSSa 1923, n. 551. RIC VII, p. 621 n. 132 e p. 625 n. 152
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(questo tipo); dePeyrot 1995, p. 155.
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