Page 184 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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Massimo De Benetti
emissioni, ma occorre ricorrere all’analisi dello stile e all’evidenza dei ripostigli per determinare con
maggiore sicurezza la distinta cronologia delle emissioni.
Oltre a quanto sopra esposto occorre tenere conto che le impronte delle monete su foglia d’oro,
quando preservate e ancora leggibili, non possono essere utilizzate come ausilio per identificare l’emis-
sione corrispondente. Tutte le impronte dei fiorini d’oro sono relative, infatti, al dritto della moneta, con
l’immagine del giglio, e non al rovescio dove compare il segno del Maestro di Zecca.
Il Libro della Zecca, quindi, pur rappresentando uno strumento fondamentale per ogni studio sulla
monetazione di Firenze, non è di per sé sufficiente per ricostruirne l’intera storia. Tali limiti sono emersi
nel corso dei vari studi che hanno affrontato questa materia, a partire dai primi lavori del XVIII secolo
fino all’edizione del volume XII del CNI nel 1930, che si sono basati soprattutto sui dati contenuti nel
Libro della Zecca. Nel 1952, però, la pubblicazione di due articoli ad opera di Ives e Simpson ha richiamato
l’attenzione degli studiosi sulla necessità di ricorrere ad altre fonti per colmare le lacune del Libro della
Zecca, in particolare lo studio della evoluzione stilistica del fiorino d’oro e il ricorso ad altre fonti docu-
mentarie. L’opera di Mario Bernocchi pubblicata negli anni ‘70 del secolo scorso ha contribuito in modo
determinante all’evoluzione degli studi, fornendo nuova documentazione utile, un’analisi dell’evoluzione
stilistica del fiorino d’oro e un corpus basato sull’esame di un consistente numero di monete.
Nonostante i risultati raggiunti, recentemente alcuni studiosi coinvolti in progetti di studio che in-
cludono la zecca di Firenze hanno fatto notare come la ricerca sulla monetazione di Firenze, e sul fiorino
d’oro in particolare, sia ancora insufficiente . In questo contesto si inserisce la presente ricerca, con
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l’obiettivo di aggiungere nuovi dati utili a una più precisa identificazione delle emissioni del periodo
1303/II - 1351/I. Come per il periodo precedente, la metodologia utilizzata integra i dati provenienti
dal Libro della Zecca e dalle altre fonti documentarie note con l’evidenza offerta dai ripostigli e l’analisi
dell’evoluzione stilistica. Infine, anche per questo periodo si è proceduto a una revisione dei dati raccolti
nel volume XII del CNI e nel CNF attraverso l’esame degli esemplari in essi censiti e la classificazione di
un numero consistente di altri esemplari, con la realizzazione di un corpus aggiornato delle emissioni di
fiorini d’oro coniati fino al 1351/I.
366 Ad esempio William R. Day Jr, attualmente impegnato nei lavori del volume 13 del Medieval European Coinage dell’Università di
Cambridge, e Lucia Travaini che nel 2005 ha presentato durante la XII Icomon Conference in Costa Rica un progetto di ricerca dal titolo Gold
Coins 1252-1535. Gold Italian Coins and their Imitations in the World, a research project under the auspices of ICOMON.
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