Page 181 - Bollettino di Numismatica n. 61-62 2024 Nuova Serie
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Le registrazioni del Libro della Zecca (dal 1303/II)







                             Nel II semestre 1316 Gherardo Gentili e Giovanni Villani ricoprirono l’incarico di maestri di zecca
                         rispettivamente per l’oro, e per l’argento e la mistura. Verso la fine del loro mandato dettero incarico al
                         notaio Salvi Dini di iniziare la compilazione del Libro della Zecca, con indicazione dei segni utilizzati
                         sulle monete, dei nomi dei signori della zecca in carica e del personale che ricopriva gli incarichi più im-
                         portanti e con annotazioni sui nominali emessi e l’attività della Zecca. La documentazione disponibile e
                         le testimonianze raccolte permisero di recuperare dati piuttosto completi per il periodo precedente fino
                         al II semestre 1303. È quindi possibile distinguere due gruppi di registrazioni per il periodo oggetto di
                         ricerca, cioè i semestri compresi tra il 1303/II e il 1316/I, per il quale le registrazioni del Libro della Zecca
                         si basarono su dati precedenti e ancora disponibili all’epoca della sua compilazione, e i semestri compre-
                         si tra il 1316/II e il 1351/I (data limite del periodo interessato dalla ricerca), le cui annotazioni sono da
                                                                                                          351
                         considerarsi contemporanee all’attività della Zecca per quel semestre, salvo alcune eccezioni .
                             A partire dal 1303/II, quindi, il Libro della Zecca contiene registrazioni piuttosto dettagliate per
                         ciascun semestre, che si ripetono secondo una formula ricorrente, che subirà nel tempo lievi cambia-
                         menti. La registrazione inizia generalmente con l’invocazione di Dio o Cristo, seguita dalla data. Sono
                         poi riportati i nomi degli ufficiali incaricati di sovrintendere al conio delle monete, spesso preceduti da
                         quelli delle più importanti magistrature in carica del Comune (Podestà, Capitano del Popolo o altri).
                         Gli ufficiali della moneta, poi detti maestri di zecca, avevano il compito di garantire la legalità di peso e
                         fattura delle monete. Durante la prima metà del Trecento erano normalmente due, iscritti l’uno all’arte
                         di Calimala e l’altro all’arte del Cambio, ciascuno responsabile della coniazione delle monete d’oro o della
                         produzione di monete in argento e mistura . La loro carica durava sei mesi, anche se sono note durate
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                         più brevi o più lunghe del previsto . Seguivano nella registrazione i nomi di alcuni degli impiegati più
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                         importanti della Zecca, come ad esempio i sentenziatori o approvatori, che si occupavano di verificare la
                         regolarità di peso, bontà della lega e qualità dell’incisione delle monete che uscivano dalla Zecca . Altri
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                         impiegati spesso indicati nelle registrazioni del Libro della Zecca sono i notai, i rimettitori e i saggiatori,
                         tutti al servizio dei maestri di zecca in carica .
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                             Ai fini di questa ricerca è particolarmente utile l’indicazione, per alcuni semestri, degli intagliatori
                         dei conii. Il loro nome è registrato saltuariamente ma fornisce un’importante indicazione sulla durata del
                         loro incarico e il numero di intagliatori utilizzati contemporaneamente nella Zecca, che poteva variare da
                         uno a due. Si tratta di dati particolarmente utili per comprendere l’evoluzione stilistica delle emissioni, su
                         cui torneremo nel relativo paragrafo .
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                             La registrazione del semestre è completata dall’indicazione dei segni apposti sulle monete, che per-
                         mette la datazione al semestre di emissione delle monete coniate nella zecca di Firenze. A fianco di tale



                         351   In alcuni casi, raffigurazioni dei segni o relative annotazioni furono aggiunte anche in momenti successivi al semestre di riferimento. Si veda
                         ad esempio il segno raffigurato nel Libro della Zecca per il 1345/II. Bernocchi I, p. 91, in nota. Come vedremo in seguito, tali integrazioni non
                         sempre furono esenti da errori.
                         352   Dal 1324 l’elezione dei maestri di zecca fu affidata a una commissione formata dagli Ufficiali di Mercanzia e da due membri delle cinque
                         Arti Maggiori.
                         353   Sono noti anche semestri in cui il Maestro di Zecca lasciò l’incarico prima della scadenza del mandato, chiamando a sostituirlo un familiare.
                         Si veda ad esempio il 1351/I. Bernocchi I, p. LVIII.
                         354   Per maggiori informazioni su questa carica, si rimanda a Bernocchi III, p. 7.
                         355   I notai si occupavano di compilare gli elenchi delle maestranze e degli impiegati dei vari uffici, di redigere i verbali relativi alle monete coniate
                         e poste in circolazione dalla Zecca e di registrare le dichiarazioni liberatorie rilasciate dai mercanti quando ricevevano la quantità di monete
                         corrispondente al metallo consegnato alla Zecca. I rimettitori o affinatori svolgevano attività legata alla fonditura e alla affinatura dell’oro.
                         I saggiatori erano a disposizione di chi volesse verificare la bontà della lega delle monete in circolazione. Bernocchi III, pp. 6-12.
                         356   La prima registrazione contenuta nel Libro della Zecca con indicazione del nome degli intagliatori dei conii è relativa al 1332/I (Dato di
                         Giunta e Benincasa di Lapo).


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