Page 198 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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1989-2015. Addenda



                                                      cera all’incisione in pietra dura. In occasione della dispersione
                                                      della collezione Esmerian, avvenuta a Londra nel 2000, è stata
                                                      colta l’opportunità di poter esaminare direttamente i cammei
                                                      che  erano già stati  pubblicati  per  gentile  concessione  del
                                                      proprietario nel volume del 1989; si è avuta così l’acquisizione di
                                                      alcuni dettagli, non chiaramente leggibili allora nelle immagini
                                                      fotografiche, relativamente alla tecnica usata da Pistrucci per la
                                                      lavorazione delle pietre: una cura particolare per i dettagli più
                                                      minuti messi in risalto dall’accurata lucidatura del lavoro finito,
                                                      non sempre effettuata su tutta la superficie ma utilizzata anche
                                                      solo  parzialmente  per  evidenziare  le  venature  o  particolari
                                                      minimi dell’incisione e lo sbalzo del rilievo (ad esempio nella
                                                      chioma della Medusa in diaspro rosso, oggi a New York). Gli
                                                      esemplari più notevoli di questa collezione, sono poi confluiti,
                                                      dopo alcuni passaggi sul mercato antiquario, in importanti musei
                                                      pubblici e raccolte private che ne hanno curato una nuova
                                                      pubblicazione corredata da eccellenti immagini. La specifica
                                                      destinazione di alcuni dei modelli conservati a Roma (Museo
                                                      della Zecca e Museo di Roma) è stata chiarita dal recupero di
                                                      materiale fino ad oggi disperso, cammei e sculture, ai quali
                                                      viene ad aggiungersi il valore documentario di alcuni gessi,
                                                      provenienti direttamente dallo studio Pistrucci, donati al Museo
                                                      di Roma (v. nuove aCquiSizioni, Roma, Museo di Roma).
                                                          Le novità più salienti sono relative al corpus delle sculture
                                                      in marmo che è stato integrato con i molti dati, in parte inediti,
                    Fig. 50 - Frontespizio del catalogo   forniti dal catalogo della vendita del contenuto dello studio di
                         della vendita dei beni       Pistrucci organizzata a Londra dopo la sua morte (Catalogue
                    di Benedetto Pistrucci, Londra 1855.
                                                      1855) e con la pubblicazione di alcuni lavori. Si registra infatti
                                                      la ricomparsa  di opere significative della prima produzione
                in scultura di Pistrucci che risultavano disperse. Si tratta dell’emblematico  Capriccio  (1829) così
                strettamente legato alle sue vicende personali e artistiche, del primo ritratto scolpito in marmo nel 1831
                - da identificare probabilmente con quello di Giuditta Pasta segnalato nel Catalogue del 1855 - e del
                busto di poco successivo (1832) di Nicolò Paganini (milano 2007).
                     Rimangono purtroppo ancora ignoti, malgrado le aspettative riposte negli studiosi anglosassoni
                con più consuetudine alle iconografie dei loro compatrioti, i numerosi ritratti documentati dalle cere
                la cui identificazione consentirebbe di approfondire le frequentazioni di Pistrucci. A questo proposito
                sono molto significativi i due ritratti individuati da chi scrive, di sir Joseph Banks (Cere, n. 149) e di
                Augustus Bozzi Granville (Cere, n. 167), due personaggi che hanno avuto un ruolo importante nelle
                vicende personali di Pistrucci agli inizi della sua attività a Londra, a partire dal 1815. La già citata
                autobiografia di Granville fornisce, tra l’altro, importanti dettagli sulle famose riunioni domenicali
                (“Sunday conversazioni”) che si tenevano nella casa dell’illustre botanico alle quali Pistrucci aveva
                avuto l’onore, tramite William Richard Hamilton, di poter partecipare (Bozzi granville 1874, pp. 29-32).













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