Page 330 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Michele Asolati







                            sto, andavano in paese e prelevavano pale e picchi e tornavano al lavoro e così sono
                            state recuperate 62 monete di bronzo di età Imperiale.
                                 Propagatasi la voce sono accorsi i Carabinieri sul posto; i seguenti nominativi
                            gli hanno consegnato le 62 monete ricuperate: D’Andrea Lanfranco di Francesco,
                            Paolino Giuseppe di Arnaldo, Branchi Paolo di Salvatore, Conti Luigi di Alfredo, tutti
                            domiciliati nel Comune di Guidonia.
                                 Il comandante della stazione dei Carabinieri di Guidonia, ritirate le monete dai ra-
                            gazzi, comunicava alla Tenenza di Tivoli dell’avvenuto e nelle prime ore antimeridiane si
                            portava sul posto il Capitano Cammerini; che emanava un ordine al Comandante della Sta-
                            zione cc. di non consegnare le monete, se non per tramite del Comando Generale di Roma.
                                 Alla mia richiesta dimostrava di essere dispiacente di dover ottemperare a disposi-
                            zioni ricevute. Senza tergiversare ho chiesto al maresciallo se avrei potuto parlare per
                            telefono con il Capitano, al quale avrei spiegato la mia qualifica; infatti preso contatto
                            telefonicamente ordinava di consegnare le monete rilasciando la debita ricevuta.
                                 I saggi eseguiti qui, hanno messo allo scoperto brevi tratti di pavimento a mosaico,
                            a dente di cavallo, con grandi tessere bianche; la superficie scoperta della costruzione
                            presenta una planimetria rettangolare che si estende da sud a nord per una lunghez-
                            za massima di m. 10 x 10.
                                 L’appartenenza dei resti antichi, non è possibile descriverla, dal modo di scavo
                            eseguito, che è stato ricoperto pure la parte scoperta .
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                                 Il documento non fornisce molte indicazioni circa la localizzazione del rin-
                            venimento, il quale fu comunque casualmente effettuato presso Monte Largo, da
                            identificarsi con Colle Largo, ossia con il rilievo che sovrasta l’abitato attuale di
                            Guidonia. La relazione tra il gruzzolo e alcuni resti archeologici di altra natura
                            allora scoperti è possibile, ma non dimostrabile, stante anche la cautela delle af-
                            fermazioni di Testa.
                                 In ogni caso, nel territorio di Guidonia sono state individuate molte evidenze
                            archeologiche pertinenti alle fasi romane repubblicane e imperiali fino a oltre il V
                            secolo d.C., tra le quali spiccano tratti dell’antica via Tiburtina e della via Cornio-
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                            lana . Non sono ricordati rinvenimenti di gruzzoli di qualunque epoca, anche se le
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                            scoperte di monete non mancano . Il tesoretto, dunque, aggiunge un nuovo, impor-
                            tante tassello alla conoscenza della storia non soltanto di quest’area specifica, ma
                            anche della stessa Roma, che dista a poche decine di chilometri.
                                 Dalla relazione di Odoardo Testa sembra potersi desumere che il materiale
                            recuperato corrisponda all’intero ripostiglio, il cui contenitore al momento della
                            scoperta si era oramai disfatto oppure non è stato considerato.




                            4   Medagliere MNR, V.A. 345.
                            5   moSCetti 2012, in particolare pp. 116-119.
                            6   moSCetti 2012, pp. 96-97, 124, 144, 148, 156, 159 e p. 233, nota 277, p. 234, nota 315, p. 236, nota 351.


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