Page 130 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Anna Maria Liberati
tecnica e di stile della moneta, in realtà già fatte notare dall’autore dell’articolo
sulla Rivista Italiana di Numismatica ma che solo un esame diretto le aveva
consentito di definire nel loro giusto significato e valore. Passava quindi ad
esporre i particolari stilistici e tecnici della serie urbana librale della prora, in
particolare dell’asse, ben conosciuti grazie al grande numero di esemplari rinve-
nuti, tutti caratterizzati dalle medesime peculiarità. Esaminava quindi i dettagli
sia del bifronte di Giano – costanti nelle varie emissioni databili da c. il 338 a
c. il 268 a.C. – che della prora di nave, schematici ma efficaci. Faceva notare
inoltre come alcune particolarità tecniche, quali la realizzazione del tondello,
si presentassero difformi rispetto a quelle usualmente adottate nella serie ur-
bana e tipiche piuttosto di quella latina o campana, cosiddetta della ruota […]
particolarità quindi che non trova alcuna giustificazione plausibile. Anche la
resa iconografica del bifronte di Giano – scriveva ancora la Cesano – pareva
realizzata quasi in maniera più banale se non più rozza in un tentativo di inno-
vazione, secondo l’autore dell’articolo, ad imitazione dell’Apollo dell’omonima
serie librale. Questa ipotesi, inaccettabile a parere della studiosa, non avrebbe
assolutamente trovato corrispondenza nel pensiero dell’antico monetario ligio
ed ossequente sempre ai concetti e alle forme tradizionali consacrate dalle leggi
e dall’uso […]. Troppo diversa e troppo lontana infatti si presenta per concezione
e per tecnica la ispirata effigie apollinea dalla magnifica folta e gonfia capiglia-
tura a masse omogenee ondulate, rialzate sulla fronte, sorrette da un diadema
e ricadenti a morbide ciocche sul collo […]. Paragonato all’Apollo, il presente
bifronte sotto questo riguardo ci appare una povera caricatura. Simili osserva-
zioni erano addotte anche per la prora del rovescio, resa in maniera sommaria e
goffa. Tali caratteristiche di stile infatti mal si sarebbero accordate con una siffat-
ta, eccezionale moneta che, al contrario, avrebbe dovuto presentare la massima
accuratezza nell’esecuzione.
Anche in merito al peso di g 1.400 la Cesano avanzava diversi dubbi che
avrebbero potuto essere dissipati solo ammettendo che il quincusse in esame fosse
appartenuto alle primissime emissioni dell’asse librale […] ma allora io mi chiedo
perché manchi al dritto il segno del valore e qui procedeva ad esporre numerosi
confronti con multipli anche di diverse serie librali. Altre riserve inoltre avrebbero
dovuto essere suffragate da esami tecnici e analisi chimiche riguardanti il metallo,
che appare più chiaro del bronzo degli assi fusi romani; i particolari della fusione
che non mi appare ottima […] la superficie della moneta si presenta come corrosa
e smangiata in molti punti. Non mi spiego poi la presenza di un buco a imbuto, ri-
vestito di concrezione calcarea (?) […]. Sul bordo poi parmi vedere, e credo di non
sbagliarmi, numerose tracce di lima; infine inerenti anche alla patina secondo il
mio giudizio il pezzo non ha patina nel vero senso della parola […] si presenta come
coperta da un sottile strato bruno, aderente e di apparenza untuosa.
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