Page 13 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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BENEDETTO PISTRUCCI
CARTE AUTOGRAFE E ALTRI DOCUMENTI
di
luCia Pirzio Biroli Stefanelli
“Mi piace sommamente l’opinione favorevole
che avete del Pistrucci, che io pure stimo assai
bravo, e onesto artista, e sono infinitamente
contento che facciasi onore, e che meriti
la estimazione di persone rispetabili, come siete
voi, e quelli tutti, che vi somigliano”
Antonio Canova a William Richard Hamilton
23 settembre 1816
introduzione
Questo lavoro, con il titolo Carte autografe e altri documenti, risale al 1987-1988 ed era destinato ad
essere pubblicato, cosa che invece non si realizzò per motivi contingenti, quale terzo volume in aggiunta
a I modelli in cera di Benedetto Pistrucci (Bollettino di Numismatica, Monografia I.II.1-2, 1989). Costitui-
sce infatti la raccolta della maggior parte dei documenti, tra i quali molti gli inediti, che erano stati reperiti
nel corso delle ricerche e utilizzati per la stesura del catalogo che aveva comportato anche un riesame
complessivo della figura dell’artista.
Benedetto Pistrucci (Roma 1783 - Englefield Green 1855) iniziò giovanissimo ad incidere in pietra
dura, prima sotto la guida di Giuseppe Mango e successivamente presso lo studio del noto incisore
Nicola Morelli. Frequentò l’Accademia del disegno in Campidoglio e nel 1800 ottenne il primo premio
in scultura alla Scuola del Nudo. Spirito ribelle ed intraprendente, dotato di grande fantasia, si mise
ben presto a lavorare in proprio fornendo a commercianti romani di antichità e oggetti d’arte, spesso
di pochi scrupoli, cammei che venivano poi da questi rivenduti per antichi. Nel 1810 alla Mostra in
Campidoglio per il genetliaco dell’Imperatore, Benedetto Pistrucci partecipò “con cinque grandi camei
lavorati all’uso antico”.
Dal 1812 al 1814 fu a Firenze alla corte di Elisa Baciocchi, granduchessa di Toscana. Lasciò Roma alla
fine del 1814, costretto dal rientro di Napoleone dall’Isola d’Elba a trattenersi a Parigi, giunse nel 1815 a
Londra dove fu introdotto e accolto favorevolmente nel mondo politico-culturale inglese per il tramite del
diplomatico William Richard Hamilton, conosciuto da Pistrucci in Francia, che gli sarà amico fedele per
tutta la vita. Grazie all’incontro con l’illustre botanico sir Joseph Banks, fu presentato a William Wellesley
Pole, allora direttore della Royal Mint presso la quale riuscì ad ottenere i primi incarichi che lo portarono
in brevissimo tempo ad una grande notorietà. Ebbe così inizio la sua prestigiosa carriera nel Regno Unito
– dove rimase a vivere per tutta la vita, fatta eccezione per una brevissima visita a Roma negli ultimi mesi
del 1839 – che si concluderà solo con la sua morte avvenuta nei pressi di Windsor nel 1855.
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