Page 167 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Sesto Pompeo tra Giano e Nettuno
Le serie sestiane si inseriscono tra le monetae castrenses, “proprietà” del capofa-
zione che usa leggende e i tipi come mezzi di propaganda. Monete che in un conte-
sto disarticolato invocano nelle leggende e nei tipi il rispetto della res publica e del
mos maiorum, della pietas ma ne sono ben lontane though most of them were in
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the full sense official money . Anche per questa funzione le date di emissione delle
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serie non possono essere tarde , ma devono coincidere col 43-42 a.C.
Crawford nel 2012 osserva giustamente che la circolazione della moneta d’ar-
gento di Sesto Pompeo al di fuori della Sicilia non è significativa ; si chiede se in
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Sicilia le pompeiane fossero le sole monete disponibili fino al 35 a.C. e se Sesto
Pompeo, producendo solo monete in bronzo, fosse passato a un sistema fiscale in
natura e con quali conseguenze per l’economia siciliana. La ricostruzione ora pro-
posta suggerisce che Pompeo abbia sperimentato un trimetallismo del quale non
sarebbe rimasta quasi traccia per il ritiro del circolante attuato in epoche successive.
Ciò nonostante non si può escludere che si sia anche continuato ad usare gli stru-
menti monetali ai quali le comunità erano abituate da cinque secoli e che non ci
sia stata una esclusione dal circolante delle monete reperibili, anche molto antiche,
equiparate in base a sistemi basati su prassi istituite dalle comunità, spontaneamente,
nelle differenti aree. Ritiro del circolante e uso di serie più vecchie motiverebbe l’as-
senza negli scavi di complessi riconoscibili di questo periodo, non potendo noi oggi
identificare negli strati e nei rinvenimenti il fenomeno del riuso di monete sopravvissu-
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te e circolanti per equiparazione ai valori del momento . Non quindi solo una possibile
aderatio, ante litteram, ma un sistema economico che si serviva di ogni moneta, e di
un sistema fiscale che poteva, ritirandola, fornire il metallo per le riconiazioni.
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86 CreSCi marrone 1998, pp. 7-20; welCh 2012, p. 110 la pietas della fase spagnola.
87 GrueBer 1904, p. 190.
Così pensava woytek 2003, pp. 299 ss.; pp. 437, A. 560; 499-505. 558, ma cfr. Crawford 2012.
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89 Crawford 2012, p. 337.
90 Molto interessanti sono alcuni nuclei forse di fondazione scoperti in più occasioni che riuniscono un nu-
merario povero e articolato per più decenni e a volte per più secoli. Questo è il caso di alcuni pezzi da area
urbana ad es. di Adrano e di Tindari. Il fenomeno è in parte analogo ai rari casi di deposizione di monete in
tombe, come nel caso di Lipari, necropoli di Portinenti, dove si è ipotizzato che le monete siano scelte perché
raffiguranti la dea.
91 Esemplari illeggibili:
n. 49, inv. 56 - D/ illeggibile nonostante tracce di profili e lettere, al R/ forse le tracce evidenti possono
essere lette come una prua a d. (RRC 479/1?), bronzo, g 16,214, mm 17,5
n. 50, senza inv. - bronzo
n. 51, senza inv. - g 3,442, mm 17,5, 360°
n. 52, senza inv. – grumo di bronzo
n. 53, inv. 20 - oricalco, g 6,386, mm 23
n. 54, inv. 6 - grumo, g 7,091
n. 55, inv. 8 - grumo, g 2,738
n. 56, inv. 9 - moderna
n. 57, inv. 30 - grumo, g 8,265
n. 58, inv. 38 - piombo, g 13,940
n. 59, inv. 39 - g 4,644
n. 60, inv. 40 - g 5,685.
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