Page 166 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Maria Amalia Mastelloni







                            mai documentati sulle monete. Anche la seconda acclamazione, che gli conferisce
                            il titolo di imp(erator) iterum potrebbe essere derivata dalla vittoria del 42 a.C. su
                            Salvidieno Rufo e dallo sbarco a Messina, ripresa ancora nelle ultime due serie ar-
                            gentee successive alla vittoria del 38 a.C.
                                 Ciò che risulta incomprensibile nella vasta bibliografia sull’argomento è come
                            si possa presumere di ricostruire in termini di legittimità “costituzionale” e ad diem
                            i titoli, supponendo un rispetto di norme e di attribuzioni di incarichi. Al contrario
                            sembra opportuno ipotizzare un uso “autonomo” con titoli assunti in relazione ad
                            avvenimenti storici, ma col rifiuto di tener conto dei provvedimenti di proscrizione
                            e di condanna. Risulta un breve periodo tra il titolo di imperator e i due titoli di
                            imperator iterum e di Praefectus, che attribuito nel 43 a.C. è abbinato con la secon-
                            da acclamazione conseguente alla vittoria su Salvidieno Rufo nel 42 a.C. Da questo
                            momento la serie di bronzo, la cui coniazione può essere iniziata tra il 44 e il 42
                            a.C., evidentemente continua a essere emessa e le serie in argento e in oro le si
                            affiancano, per creare un sistema usato sino alla vigilia della battaglia finale. L’uni-
                            tarietà del sistema sembra trovare conforto nell’analisi ponderale: il peso dell’aureo
                            rientra nei valori corrispondenti a 1/40 di libbra di g 327, come ritenevano già S.L.
                            Cesano e Bahrfeldt, e si lega ai pesi adottati da Cesare e dai triumviri degli anni 43-
                            42. I rapporti tra pesi teorici sono di 1 aureo (g 8,17) = ± 52 denari (g 3,9) = 200
                            pezzi di AE (g 27,25) = 400 pezzi di AE di g 13,5; i rapporti AV:AR = 1:25 e AV:AE
                            (di g 13,5) di 1:400, mentre, basando il cambio di 16 assi per denario su un “asse”
                            di g 27,25, il rapporto AV:AE risulta di 1:200.
                                 Il bronzo, come detto privo di segno di valore, risulta quindi corrispondere
                            non a un asse, ma a un dupondio, cioè al nominale che sarà adottato dalla riforma
                            augustea e che già è accennato dalla riforma attuata da Antonio nelle sue zecche
                            (di Grecia propria o orientali).
                                 Il trimetallismo doveva essere funzionale alla vita economica civile, al sostenta-
                            mento delle strutture pubbliche e al mantenimento dell’esercito. Era indispensabile
                            per il funzionamento della zecca , che non avrebbe potuto far fronte al carico di
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                            lavoro, all’approvvigionamento dei metalli e alla distribuzione delle masse di cir-
                            colante battuto, se avesse dovuto produrre solo monete in bronzo e in argento, di
                            valore inadatto per il pagamento delle grandi cifre collegate alle spese militari della
                            flotta e dell’esercito, dei lavori pubblici, per il potenziamento della difesa, dei riscat-
                            ti dei proscritti etc. Il bronzo serve in un dominio territoriale di una regione vasta
                            come la Sicilia, abituata all’economia monetale bronzea da secoli. L’oro rappresenta,
                            invece, l’unico modo per fronteggiare gli alti valori necessari per le opere pubbliche
                            e l’esercito.



                            85    Per fenomeno analogo in età dionigiana, v. supra, nota 6 e maStelloni 2022, p. 186.


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