Page 448 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Giancarlo Alteri
da Enrico Faré. D’impianto decisamente di stile Liberty nella modellazione delle
figure di San Pietro e dell’Italia nel dritto, si rivela di forme barocche nel modellato
del rovescio, che riproduce una bolla papale, distesa da due angioletti di sapore
berniniano e sormontata dagli stemmi del Ratti e di Vittorio Emanuele III (Fig. 5).
Le visite ufficiali, del Re in Vaticano, il primo Re d’Italia a compierla, e quella
di Pio XI al Quirinale, primo Papa a tornare in quella che era stata la residenza
pontificia fin dai tempi di Sisto V, non furono sottolineate da medaglie significative.
Invece il Serafini, creato il primo (ed unico!) Governatore del neonato Stato
della Città del Vaticano grazie alla Convenzione economica allegata al Concordato,
fu dotato di un generoso fondo ad uso del Medagliere Vaticano che gli permise
di incrementarlo e di aprirlo ancor più agli studiosi qualificati, fra cui alcuni di co-
loro che collaboravano con Vittorio Emanuele per il completamento del Corpus;
collaboratori, questi, che nella collezione Vaticana ebbero la possibilità di trovare
esemplari rarissimi, se non addirittura unici, delle monete dello Stato Pontificio,
quando, tra il 1935 e il 1938, furono pubblicati i volumi XV, XVI e XVII del Corpus
comprendenti appunto le monete papali dalle origini a Pio IX. Per questi tre volumi
veramente notevole fu la collaborazione fra il Serafini e Vittorio Emanuele III, tant’è
che quando il primo volume fu presentato a Pio XI si racconta che il Pontefice,
meravigliato e soddisfatto per un lavoro così imponente, abbia esclamato che tale
opera valeva più di mille libri sulla storia della Chiesa.
Ancora una volta, le due sponde del Tevere si incontrarono, ma in questo caso
medaglisticamente parlando, nel 1931. Per celebrare le nozze dell’unico figlio ma-
schio ed erede al trono, Umberto, con la principessa belga Maria Josè, il re Vittorio
Emanuele, come proprietario e custode della Sacra Sindone, concesse l’ostensione
della reliquia. La morte del cardinal Gamba, arcivescovo di Torino, rimandò di qual-
che mese l’avvenimento, per cui l’ostensione della Sindone avvenne nel breve perio-
do dal 3 al 24 maggio 1931, e fu celebrata da una medaglia monumentale (Fig. 6),
opera dell’artista Edoardo Rubino, chiamato perfino “Lo scultore dei Savoia” per i tanti
componenti di questa famiglia effigiati in sculture, come pure in medaglie. Nel dritto,
sono raffigurati i busti dei due augusti sposi affiancati; nel rovescio, la Sindone è rap-
presentata sorretta da tre angeli con la leggenda che richiama sia il nome del Re sia
il nome del Papa come coloro che avevano permesso e appoggiato l’ostensione. Lo
stesso identico rovescio fu adoperato per una medaglia più piccola, ma con il ritratto
di Pio XI al dritto, realizzata in occasione di una successiva ostensione della Sindone
tenuta dal 25 settembre al 15 ottobre 1933, cioè proprio nel vivo di quel Giubileo
Straordinario della Redenzione, che papa Ratti aveva proclamato dal 1° aprile 1933 al
2 aprile 1934 per ricordare il XIX centenario della morte di Gesù.
Si diceva prima di come Pio XI fosse un papa “numismatico”. Egli era prodigo
di consigli e suggerimenti verso l’Incisore dei Sacri Palazzi, il friulano Aurelio
Mistruzzi che realizzò tutte le medaglie ufficiali del suo pontificato e anche le serie
monetali dello Stato della Città del Vaticano, a partire dal 1929: serie monetali, che
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