Page 389 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Due ripostigli aurei da Cappadocia (L’Aquila), secc. XIV e XV
zioni coeve. Si tratta degli esemplari cat. nn. 2 e 3. A differenza delle altre mone-
te, entrambi i pezzi presentano raffigurazioni e lettere evanescenti e piatte, oltre
ad un’accentuata granulosità dei campi. L’esemplare cat. n. 2 presenta inoltre una
frattura centrale che corre lungo l’asta del vessillo tenuto da san Marco e il doge,
mentre sul rovescio interessa gran parte della raffigurazione del Cristo. Non è chia-
ro come possa essersi prodotta, ma non si può escludere che la moneta sia stata
piegata e in seguito raddrizzata. L’azione di raddrizzamento avrebbe causato la frat-
tura. Quella della piegatura o del taglio del tondello sono operazioni documentate
nelle fonti medievali. Generalmente si procedeva in questo modo con esemplari
riconosciuti come falsi, per fare in modo che non potessero essere più utilizzati. La
presenza della frattura sul ducato cat. n. 2 potrebbe quindi essere un altro indizio
della sua falsità. Benché per il momento non se ne possa avere la certezza, credo
che questa eventualità non si possa nemmeno completamente escludere.
Sarà utile approfondire in altra sede il ruolo dell’area montana di Cappadocia,
come transito di transumanza, di monete d’oro e forse anche di spacciatori di falsi .
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ComPoSizione del riPoStiGlio
rePuBBliCa di venezia
Francesco Foscari doge (1423-1457)
Zecca di Venezia
Ducato, 1423-1457
D/ FRAC FOSCARI DVX • S M VENETI L’evangelista Marco stante porge il vessillo al doge
inginocchiato
R/ SIT T XPE DAT Q TV REGIS ISTE DVCAT Cristo stante, benedicente, circondato da nove
stelle entro mandorla
BiBl.: PaPadoPoli 1893-1919, I, p. 269 n. 1; cfr. CNI VII, pp. 131-133 nn. 60-74
1. Oro g 3,51 mm 21,34 inv. 8353
19 Brevi accenni alla storia locale in fiorillo 2005.
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