Page 388 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
P. 388
Lucia Travaini
Zecca di Roma (?)
Ducato (falsificazione coeva?), 1350-1439 (I periodo)
D/ • S • PETRVS • SS-ATOR • VRB San Pietro stante con nimbo perlinato e chiavi pendenti
porge il vessillo al senatore inginocchiato
R/ ROMA • CAPVT MVDI • S • P Q • R • (Volto Santo) Cristo stante, benedicente, circondato
da nove stelle entro mandorla
BiBl.: CNi xv, pp. 161-165 nn. 497-532; muntoni 1972-1973, iv, p. 195 n. 104; toffanin 2017, p. 135 n. 177/4
8. Oro g 3,50 mm 20,79 inv. 115943
note: L’esemplare è stato assegnato dubitativamente alla zecca di Roma ma per le sue caratteristiche morfolo-
giche potrebbe trattarsi di una falsificazione coeva di zecca clandestina non identificata (v. supra pp. 365-366).
Ripostiglio da Cappadocia (L’Aquila), 1900 (sec. XV)
Il secondo ripostiglio fu scoperto in territorio del Comune di Cappadocia
(L’Aquila) nella primavera del 1900; non si conosce il numero esatto di esemplari
al momento del ritrovamento ma sappiamo che il Ministero della Pubblica Istru-
zione ne acquistò 18 per i musei statali: ne assegnò 7 alle raccolte numismatiche
del Museo di Napoli, 2 al Gabinetto Numismatico di Milano perché mancanti a
quelle collezioni, e le rimanenti 9 furono assegnate al Museo Nazionale Romano
ad incremento delle raccolte numismatiche antiche e medioevali, di cui esistono
18
già notevoli nuclei .
Il lotto conservato a Roma consiste in 3 ducati d’oro di Venezia del doge
Francesco Foscari (1423 1457) e in 6 ducati papali, dei quali 5 di papa Niccolò V
(1447-1455) e uno di papa Pio II (1458-1464). Non possiamo sapere quali fossero
le altre monete che componevano il ritrovamento originario ma in ogni caso questi
esemplari documentano bene lo sviluppo della monetazione papale successiva a
quella documentata nel ripostiglio precedente, confermando il transito e la circola-
zione dei ducati di Venezia accanto a quelli di Roma nel territorio dell’Appennino
e dell’area Adriatica.
Come per il ripostiglio “Cappadocia 1937” anche per questo c’è il sospetto che
alcuni esemplari del ducato di Venezia possano non essere genuini ma contraffa-
18 Soprintendenza Archeologica di Roma, Museo Nazionale Romano, V.A. n. 3.
372 373

