Page 362 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Andrea Saccocci
in quegli anni uscirono sia il primo numero della rivista da lei fondata, il Bollettino di
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Numismatica , che era quasi completamente dedicato alla numismatica medioevale,
sia il volume, scritto a due mani con l’archivista Luigi Londei, sulla monetazione
papale nei secoli XVII-XVIII, sicuramente un eccellente esempio di indagine sto-
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rica sulla monetazione di età moderna . Non posso negare che trovarmi di fronte
all’edizione e alla pubblicazione, da parte di una studiosa di formazione classica, di
ottimi lavori nel settore cui avevo rivolto la mia attenzione, sia pur con qualche ti-
tubanza, mi confortò notevolmente, anche per la stima che il prof. Gorini aveva per
la collega. Così la mia scelta divenne definitiva, e dopo esattamente quarant’anni lo
è ancora. Proprio tale interesse comune ci portò poi a collaborare frequentemente,
e devo dire che alcune delle cose migliori che penso di aver scritto hanno visto lei
come editrice.
Con queste premesse mi ha fatto molto piacere, sia pure in un’occasione triste,
l’invito da parte dell’amica Gabriella Angeli Bufalini a partecipare al volume in ri-
cordo di Silvana Balbi de Caro, proprio offrendomi la possibilità di vedere e studia-
re un piccolo ripostiglio di esemplari medievali dal territorio di Verona conservato
al Medagliere del Museo Nazionale Romano, come già aveva fatto Silvana qualche
decennio prima, con un altro gruzzolo di XII secolo anch’esso dal territorio verone-
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se . Il complesso in realtà non è inedito, essendo stato registrato nel 1987 da Lucia
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Travaini in una accurata scheda in Ripostigli monetali in Italia. Schede anagrafiche ,
serie edita dalla Civiche Raccolte Numismatiche di Milano, che però, per regola,
vuole siano registrati solo i dati essenziali al riconoscimento del tipo monetale e al
suo inquadramento cronologico, senza quelle informazioni individuali quali peso,
diametro e foto, che invece non possono mancare in una edizione completa. Se a
questo aggiungiamo che nel corso dei trentacinque anni trascorsi da quella registra-
zione sono state proposte alcune cronologie piuttosto diverse, ho ritenuto di poter
accettare, anche se, occorre dirlo, il merito dell’identificazione dei materiali non va
accreditato a me, visto che al riguardo non ho apportato alcuna variazione.
Il tesoretto proviene da Casaleone, località al centro di un’area gloriosissima
per quanto riguarda i ritrovamenti monetali, avendo tenuto al sicuro per secoli i fa-
mosi ripostigli di Sustinenza, ricco di oltre 2.000 denari repubblicani fino al 50 a.C.
e, soprattutto, della Venèra, comprendente quasi 50.000 antoniniani dal 238 al 287
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d.C. . Però in epoca romana tale territorio era centuriato e presumibilmente molto
fertile, mentre nel medioevo, a causa di importanti rotte nei secoli VI-VII dei fiumi
4 Nel quale era ospitato anche un saggio della Balbi sui ripostigli di età medievale e moderna del Museo
Nazionale Romano: v. BalBi de Caro 1983.
BalBi de Caro, londei 1984.
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6 Si trattava di un tesoretto di 42 denari enriciani veronesi da Bolca (VR), databile al III quarto del XII secolo,
che ho avuto occasione di pubblicare solo in forma sintetica: v. SaCCoCCi 2001b.
7 travaini 1987.
8 Si veda, ad esempio, rispettivamente, RMRVe III, 2, n. 29/1(1a) e bibliografia ivi citata; RMRVe III, 4.
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