Page 361 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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IL RIPOSTIGLIO DI CASALEONE (VERONA), 1929
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                                                              di
                                                     Andrea Saccocci



                 Dopo la triste e inaspettata scomparsa di Silvana Balbi de Caro, come accade spesso con le
            persone amiche, mi è capitato di ripensare al modo in cui ci siamo conosciuti e alle nostre prime
            frequentazioni e devo dire che per la prima volta ho veramente realizzato, con una certa gratitudi-
            ne, di esserle in parte anche debitore di quella che poi è stata l’evoluzione della mia ricerca.
                 Subito dopo il mio ingresso come Conservatore al Museo Bottacin di Padova, nel 1982, co-
            minciai a discutere con il “maestro” Giovanni Gorini, docente all’università e mio predecessore
            al museo, delle mie future ricerche, e, nonostante la mia formazione antichistica (la mia tesi di
            laurea riguardava una monetazione greca arcaica), convenimmo che lavorando all’interno di
            quel museo mi sarebbe stato difficile poter continuare in quel filone, senza dipendere totalmen-
            te da lui.  Praticamente tutti i materiali antichi più interessanti del museo erano già stati studiati,
            almeno parzialmente, mentre quelli medievali erano ancora una miniera da sfruttare. Non che
            io fossi del tutto convinto, a dir la verità, soprattutto al pensiero delle bellissime emissioni gre-
            che che avrei dovuto abbandonare, ma il “Prof.”, come lo chiamavo, del tutto disinteressato ad
            avere un giovane “yesman” che ne seguisse le tracce, fu molto convincente. Così tra l’82 e l’84
                                                                                         1
            pubblicai due articoli di numismatica medievale, il secondo dei quali , soprattutto, mi entu-
            siasmò per le enormi possibilità di indagine che offriva la documentazione archivistica, quasi
            totalmente assente riguardo alla monetazione antica. Per chi, come me, allora come oggi, era
            interessato soprattutto agli aspetti economici della moneta, si trattava oggettivamente di una
            prospettiva molto interessante. Non dobbiamo dimenticare che fino ad allora la numismatica
            medievale in Italia, se escludiamo il periodo alto-medioevale, era stata trattata soprattutto da
            collezionisti, storici e numismatici stranieri, in molti casi anche ad un livello altissimo in tutte
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            e tre le componenti , ma frequentata saltuariamente e con un certo distacco dai numismatici
            accademici.
                 Per fortuna le cose stavano cambiando, e molto rapidamente, grazie soprattutto ai corsi di
            archeologia medioevale e ai relativi scavi, ma tra chi contribuì a farmelo capire c’era sicuramen-
            te Silvana. In vari incontri, infatti, dimostrò un grande interesse per la numismatica medievale
            e moderna, che a suo dire meritava di entrare a far parte dei corsi universitari. In realtà fino ad
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            allora aveva scritto soprattutto di medaglistica, al di fuori dell’ambito antichistico , ma proprio


            1    Dedicato all’edizione di un ripostiglio del XII secolo conservato al Museo Bottacin di Padova; SaCCoCCi 1984.
            2    Cfr. SaCCoCCi 2012, pp. 206-207.
            3    Ma nel Survey of Numismatic Research aveva già trattato la numismatica Medievale e Moderna; v. BalBi de Caro 1979.


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