Page 258 - Bollettino di Numismatica on line Studi e Ricerche n. 3-2017
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Nuove acquisizioni



                18. Apollo (?) con cigno e torcia
                    inv.: MR 45742.
                    mm 42 x 51.
                    BiBl.: Pirzio Biroli Stefanelli 2003a, p. 226.
                    Impronta di un cammeo, perduto.

                19. Vittoria sul carro
                    inv.: MR 45743.
                    mm 47 x 36.
                    BiBl.: Pirzio Biroli Stefanelli 2003a, p. 226.
                    Impronta di un cammeo perduto. La figura alata con cornucopia alla guida di tre cavalli doveva avere un pre-
                    ciso significato simbolico come sembra indicare anche il trofeo di armi (con stemma araldico?) sulla sinistra,
                    non chiaramente leggibile per il cattivo stato di conservazione della superficie del gesso.


                20. Ritratto di Beatrice Cenci
                    inv.: MR 45744.
                    mm 43 x 54.
                    BiBl.: Pirzio Biroli Stefanelli 2003a, p. 228, nota 23.
                    Impronta di un cammeo con quello che allora si riteneva fosse il ritratto di Beatrice Cenci (1577-1599), attri-
                    buito a Guido Reni (oggi Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica, inv. 1944) (Donne di Roma 2003, p. 115, n.
                    37: C. La Bella) ripreso per cammei in pietra dura e conchiglia tramite le numerose incisioni a stampa che nel
                    XIX secolo ne promossero la diffusione. Si vedano ad esempio uno stampo in vetro della collezione Paoletti
                    nel Museo di Roma (MR 30302; Pirzio Biroli Stefanelli, La collezione Paoletti, III, in preparazione) e un’im-
                    pronta in scagliola nella collezione di Tommaso Cades (Roma, Istituto Archeologico Germanico, Cades libro
                    76, n. 14). L’immagine ebbe grande fortuna nel mondo anglosassone sull’onda del successo della tragedia
                    di Shelley, The Cenci, del 1821 e della commossa descrizione del dipinto, allora in collezione Barberini, che
                    ne fece Charles Dickens nel 1846 (Beatrice Cenci 1999; vodret 2008, p. 325). Mancano elementi per poter
                    riferire il gesso ad un lavoro di Benedetto Pistrucci. Le dimensioni sembrano corrispondere a quelle di un
                    cammeo della figlia Maria Elisa, in onice bianca e nera, con la firma m.e. PiStruCCi (Mostra 1955, p. 82, n. 14).







































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