Page 120 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Anna Maria Liberati







                                  Consta a questo ufficio che da qualche persona sarebbero stati mossi dei dubbi
                            sull’autenticità del quincusse librale donato al Museo dell’Impero Romano.
                                  Desiderando  conoscere  nel  modo  più  preciso  se  i  dubbi  hanno  qualche
                            fondamento, prego la S.V. Illma di voler compiere un accurato studio sulla moneta,
                            comunicandone i risultati con una relazione che si desidera avere nel più breve
                            termine possibile.
                                  Informo la S.V. che ho già impartito disposizioni al Dott. Colini ispettore del
                            Servizio Archeologico perché Ella sia messa in grado di compiere lo studio richiesto.
                                       Con ossequi
                                                                   Il Direttore


                                 È in questo contesto che si inserisce dunque la lunga relazione della Cesano
                            dal titolo Del quincusse librale romano fuso e della sua discussa autenticità, datata
                            22 dicembre 1927 e oggetto di questo contributo in cui viene illustrata integral-
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                            mente  (Fig. 5a-i). La studiosa iniziava la sua relazione affermando come fino ad
                            allora non si conoscessero i multipli dell’asse, nominale maggiore della serie librale
                            urbana della prora, risalente agli ultimi decenni del IV secolo a.C. Per tale motivo,
                            l’improvvisa comparsa …di un sedicente quincusse del valore e del peso di cinque
                            assi librali (peso grammi 1400, diametro mm.110) coi tipi stessi dell’asse (bifronte
                            di Giano – prora di nave a destra) non poteva non mettere a rumore il campo degli
                            studiosi di numismatica antica e dei collezionisti, perché eccezionale e di straordi-
                            naria importanza se ne giudicava, a giusta ragione, l’apparizione onde ancora i
                            più disparati giudizi e pareri intorno alla sua autenticità. Ricordava come, dopo la
                            comparsa sul mercato antiquario, la moneta venne pubblicata sulla Rivista Italiana
                            di Numismatica  con lo scopo da parte dell’autore dell’articolo, cultore di numi-
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                            smatica e collezionista, di …dissipare la nube di scetticismo che si era addensata a
                            mitigare i primi entusiasmi.
                                 Avendo avuto modo di esaminare direttamente la moneta, la Cesano affer-
                            mava di essersi dovuta infine convincere della fondatezza delle voci pessimisti-
                            che e formulava il seguente auspicio: …i risultati del mio studio particolareg-
                            giato e profondo, che qui presento in breve sintesi, io penso, varranno a dire
                            sull’argomento appassionante ed anche increscioso una parola seria e fondata.
                            La studiosa a questo punto iniziava ad illustrare le ragioni principali del suo
                            giudizio negativo circa l’autenticità del quincusse, basate sulle caratteristiche di



                            dal capo del Governo, minuta manoscritta impiegata come copia della lettera dal Direttore della Ripartizione
                            X, s.d. ma verosimilmente databile, sulla base dell’indicazione del numero di protocollo, alla fine dell’anno
                            1927. Analoga lettera – conservata ibidem – venne inviata a Camillo Serafini in data 26 gennaio 1928. Dalla
                            documentazione presente nel fascicolo non risulta che tale ultima lettera abbia avuto seguito.
                            27   Ibidem, b. 24, f. 8  Miscellanea. La relazione, manoscritta, è composta da 9 facciate di foglio formato
                            protocollo. La calligrafia, molto chiara, permette una facile lettura del documento. Nella trascrizione dei passi
                            inseriti in questo testo ho mantenuto le sottolineature presenti nell’originale.
                            28   Cfr. supra nota 12.


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