Page 112 - Bollettino di Numismatica Studi e Ricerche n. 4/2024
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Anna Maria Liberati







                            Ghetto, era stato fortemente voluto da Rodolfo Lanciani fin dal 1911, sostenuto in que-
                            sto progetto da Giulio Quirino Giglioli, all’epoca segretario della Mostra Archeologica e
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                            suo entusiasta discepolo . L’iniziativa tuttavia non aveva potuto trovare una immediata
                            realizzazione a causa dell’insorgere della guerra di Libia e poi della prima guerra mon-
                            diale. Il materiale della Mostra era nel frattempo passato allo Stato e si trovava custodito
                            in alcuni spazi del Museo delle Terme. Nel 1926 Giglioli, nominato rettore del Gover-
                            natorato di Roma per la II Ripartizione, con l’appoggio del Governatore e il consenso
                            del capo del Governo, riusciva a ottenere dal ministro della Pubblica Istruzione Pietro
                            Fedele la cessione della maggior parte del materiale esposto nella Mostra Archeologica ,
                                                                                                                    7
                            al quale nel frattempo si erano aggiunte molte altre opere tra cui i calchi raccolti da Gia-
                            como Boni nell’Antiquarium del Foro e quelli provenienti dalle colonie di Tripolitania e
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                            Cirenaica, non ancora italiane nel 1911 . L’ordinamento delle collezioni fu affidato a una
                            Commissione composta oltre che dallo stesso Giglioli, da Tomaso Bencivenga, Direttore
                            dell’Ufficio Antichità e Belle Arti del Governatorato, e Antonio Maria Colini, Ispettore
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                            archeologo dello stesso Ufficio . Nel 1929 il Museo dell’Impero Romano avrebbe trovato
                            una sistemazione maggiormente consona nei locali dell’ex Pastificio Pantanella a piazza
                                                                                  10
                            Bocca della Verità, futuro Palazzo dei Musei di Roma .
                                 Le tre monete donate da Mussolini erano dunque destinate al Museo dell’Impe-
                            ro Romano, ma di una di esse in particolare ne era stata data notizia alla stampa fin
                            da subito (Fig. 1). Nella Cronaca di Roma de Il Giornale d’Italia del 7 luglio 1927
                            un circostanziato articolo dal titolo Una delle più antiche monete di Roma offerta al
                            Capo del Governo ripercorreva la storia del dono e ne riproduceva l’immagine: In
                            questi giorni il nostro illustre concittadino (il corrispondente parlava da Manziana,
                            presso Roma, N.d.A.) ing. Arturo De Sanctis Mangelli che è un valente ed appassio-
                            nato numismatico e possiede una meravigliosa raccolta di monete della Repubblica
                            dell’Impero Romano e delle Colonie, ha offerto all’on. Benito Mussolini una delle più
                            antiche monete di Roma, fino ad oggi unica al mondo, di una importanza storica
                            grandissima . Seguivano, a cura dello stesso De Sanctis Mangelli, alcune notizie
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                            6   L’8 aprile 1911, in occasione delle celebrazioni nazionali per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia, era stata
                            inaugurata a Roma, nelle Terme di Diocleziano restaurate per l’occasione, la Mostra Archeologica, ideata e
                            organizzata da Rodolfo Lanciani. Sulla Mostra Archeologica, v. ora liBerati 2014 e PalomBi 2009, con precedente
                            bibliografia. Su Giglioli, v. BarBanera 2000.
                            7   Lettera del Ministro della Pubblica Istruzione al Governatore di Roma del 13 novembre 1926, prot. n. 12473.
                            8   V. liBerati 2016, pp. 203-206, 238, 240 e 242 con nota 69.
                            9   L’ordinamento delle collezioni venne affidato alla Commissione con deliberazione n. 764 del 9 febbraio
                            1927. Successivamente con deliberazione n. 5917 del 28 luglio dello stesso anno si creava una Commissione
                            direttiva del Museo composta dai medesimi membri. Su Colini, v. BuonoCore, PiSani Sartorio 1997-1998.
                            10   V. liBerati 2016, pp. 233-251.
                            11   ASC, Comune moderno / Postunitario (1871-),  Ripartizioni,  Ripartizione X Antichità e Belle Arti,
                            Ripartizione X (1920-1953), Titolario 1929, Titolo 12, Museo dell’Impero, b. 24, f. 2 Doni e cambi, sott. C
                            Monete donate dal Capo del Governo. A proposito della collezione De Sanctis Mangelli v. ibidem, b. 24, f. 8
                            Miscellanea, appunto recante l’annotazione a matita blu Collezione monete De Santis Mangelli / Vedi f. 6. Nel
                            fascicolo 6 non si rinviene tuttavia nulla a proposito di tale collezione. Sempre su questa collezione e sulla


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